Segnalazioni con tag “trend demografico”

Politiche e governo del welfare

Istat: indicatori demografici 2019

L’11 febbraio Istat ha pubblicato il report riferito agli indicatori demografici relativi al 2019. Al 1° gennaio 2020 i residenti nel nostro Paese ammontano a 60,3 milioni, 116 mila in meno su base annua. L’età media, oggi pari a 45,7 anni, continua ad alzarsi. Uguale trend si registra anche per il divario tra nascite e decessi: ogni 100 persone decedute nascono soltanto 67 bambini (dieci anni fa erano 96).

Scarica l’infografica e il report sul sito dell’Istat.

Politiche e governo del welfare

Istat: Bilancio demografico nazionale 2018

In Italia nel 2018, secondo i dati Istat pubblicati il 3 luglio scorso, la popolazione residente è diminuita di 124mila unità. Si tratta del quarto anno consecutivo di decrescita: dal 2015 sono oltre 400mila i residenti in meno, un ammontare superiore agli abitanti del settimo comune più popoloso d’Italia. Nello stesso anno si registrano un livello minimo di nascite, meno decessi e meno iscrizioni dall’estero rispetto al 2017. Il numero di cittadini stranieri che lasciano il nostro Paese è in lieve flessione (-0,8%), ma è in aumento l’emigrazione di cittadini italiani (+1,9%).

Leggi anche il commento di Angela Silvestrini e Maura Simone su Neodemos.

Politiche e governo del welfare

Istat: Rapporto annuale 2019

Il 20 giugno Istat ha pubblicato la 27esima edizione del Rapporto annuale sulla situazione del Paese. Il volume offre attraverso grafici interattivi una panoramica relativa ai temi affrontati nei 5 capitoli: sistema macroeconomico e sociale, tendenze demografiche, sviluppo sostenibile, mercato del lavoro e crescita economica. Grazie all’utilizzo di mappe interattive sono disponibili numerosi dati territoriali, anche con confronti temporali e per settore di attività.

Politiche europee

La mobilità è un valore, ma l’Europa non ne approfitta

Su Neodemos Massimo Livi Bacci riflette sui possibili fattori che potrebbero favorire la mobilità interna in Europa: alta densità demografica, ottime comunicazioni, alta urbanizzazione, vaste aree integrate e industrializzate, e forti disuguaglianze economiche tra stati. Nonostante ciò, la mobilità interna rimane assai bassa, per ragioni di natura legale, amministrativa e linguistica. Secondo Eurostat, nel 2017 i long term EU 28 movers (cioè lo stock dei cittadini europei nati in uno dei 28 paesi e residenti, per almeno un anno, in uno degli altri 27) sono infatti soltanto 17 milioni, pari al 3,3% della popolazione totale.

Altre politiche

Geodemografia 2018: tredici scritti per meglio comprendere il mondo

A partire dal 19 febbraio è disponibile su Neodemos il nuovo e-book Geodemografia 2018. Tredici scritti per meglio comprendere il mondo, frutto della collaborazione con la rivista Limes. I saggi presentati mettono in luce come le dinamiche relative alla popolazione non possano essere spiegate solo con modelli ed analisi formali in quanto fortemente connesse alle decisioni e agli orientamenti politici, oltreché a fattori di natura sociale e economica.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Nel 2018 gli ottantenni hanno superato i nuovi nati in Italia

Alessandro Rosina propone su Neodemos un’analisi del calo delle nascite in Italia, mettendo in luce le peculiarità del caso italiano e l’allarmante dato del superamento dei nuovi nati da parte degli over 80, che ci fa segnare il record negativo rispetto al rapporto tra popolazione di 0 anni e di 80 anni.

Migrazioni

Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione

Il 10 ottobre è stato presentato a Roma il Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa. Mentre a livello mondiale la popolazione continua ad aumentare, l’Italia è alle prese con un preoccupante invecchiamento demografico. Basti pensare che nel nostro Paese il saldo tra nascite e decessi è negativo quasi ininterrottamente dal 1993, e che senza migrazioni andremmo incontro ad un calo della popolazione del 17% da qui al 2050. In questo quadro, quali sono le prospettive per il nostro Paese? Quale il ruolo economico e sociale della componente immigrata?

Leggi il commento di Redattore Sociale.

Migrazioni

State fermi, per carità!

Su Neodemos Massimo Livi Bacci torna a riflettere sul fenomeno migratorio in Italia. L’autore, pur ritenendo insensato l’allarme per la crescita dell’emigrazione degli italiani, giustifica la preoccupazione relativa al rischio di progressiva desertificazione del Mezzogiorno, dovuta ai flussi migratori interni. La debole natalità, l’eccesso dei decessi sulle nascite, la continua emigrazione di giovani relativamente istruiti verso le altre Regioni hanno avuto come conseguenza diretta la perdita di peso demografico del Sud all’interno del contesto nazionale: dal 36% del 2001, al 34% nel 2018 e al 33% previsto per il 2031.

Altre politiche

Le politiche demografiche: difficili, ma necessarie e possibili

La debole demografia dell’Italia richiede la costruzione di politiche demografiche difficili sia da progettare sia da realizzare. Su Neodems Gianpiero Dalla Zuanna riflette sul tema in due articoli (il primo e il secondo) soffermandosi in particolare su due aspetti: la difficoltà ad individuare obiettivi condivisi e la scarsa conoscenza del legame reale tra politiche e comportamenti demografici.

Migrazioni

Musulmani in Europa

Su Neodemos Massimo Livi Bacci riflette, in due articoli, sulla presenza di musulmani in Europa. Nel primo contributo l’autore stima in 21 milioni il numero di musulmani nel 2017, trascurando i discendenti delle prime generazioni nati in Europa; numero destinato a crescere intorno ai 30-35 milioni verso la metà del secolo. Nel secondo contributo lo studioso riprende le indagini del Pew Center sulla consistenza delle minoranze islamiche: appare un’ipotesi plausibile, per i 28 paesi dell’Unione Europea nel 2050, un’incidenza pari al 10% di islamici sulla popolazione totale, circa il doppio rispetto a quella attuale.

Migrazioni

Immigrazione: tra falsi miti e scomode verità

Nei prossimi decenni il calo demografico del nostro Paese ostacolerà fortemente la crescita economica. Su Neodemos Roberto Lancillotti e Stefano Proverbio analizzano la scarsa fondatezza del timore nei confronti dell’immigrazione, indicando alcune priorità per le politiche migratorie. Tra i falsi miti vi è anche quello relativo al fatto che gli immigrati tolgono il lavoro agli italiani: la competizione tra immigrati e italiani riguarda infatti solo il 15% dei lavori poco attrattivi e spesso la presenza di stranieri va a colmare le lacune laddove non esiste un’offerta adeguata d’italiani. Vi è quindi bisogno di manodopera straniera e di strategie che scoraggino il lavoro nero, favorendo canali di ingresso legali. Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin affrontano questo tema su LaVoce.