Tag “valutazione”

Terzo settore

Potenzialità e rischi della valutazione di impatto nel terzo settore

Le linee guida sono importanti perché il terzo settore ha avviato, ma non ha ancora consolidato, un approccio valutativo all’interno delle proprie pratiche di lavoro. In una indagine IRS del 2014 si notava che gli Enti del Terzo settore dichiarano di fare molta più valutazione di impatto rispetto al passato; e tuttavia, al momento di descrivere le pratiche e gli strumenti adottati, i riferimenti più citati erano il bilancio sociale e la rendicontazione dei prodotti, strumenti per l’appunto più rendicontativi che valutativi in senso proprio. Tra i maggiori ostacoli alla valutazione di impatto veniva citata la mancanza di fondi, e la non disponibilità di adeguate competenze valutative. Si dirà che anche il settore pubblico debba fare ancora molta strada in termini di acquisizione di competenze valutative. Ma a ben guardare, grazie a spinte normative, alla diffusione di principi di project management, ma soprattutto all’azione dell’Europa, nella PA italiana sono stati creati e si sono rafforzati importanti nuclei di competenza valutativa in settori strategici quali la scuola e l’università, la sanità, le politiche di sviluppo, la valutazione di performance. La cultura valutativa non è certamente pervasiva e probabilmente ancora limitata agli ‘addetti ai lavoro’, ma certo non è più estranea alla PA. È importante che anche il terzo settore consolidi la costruzione o l’acquisizione di capacità valutative, per migliorare i propri servizi ma soprattutto perché costituisce una parte integrante del policy network pubblico. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di Inclusione: la parola ai beneficiari

Nell’ambito del Progetto “Oltre la povertà, percorsi di inclusione sociale”, è stata prevista una specifica azione di valutazione da parte di beneficiari del REI attraverso la realizzazione di 5 focus group in alcuni ambiti della Regione Piemonte. La fase operativa ha consentito di esplicitare i punti di forza del progetto Rei co-costruito con i singoli destinatari dell’intervento, le risorse e competenze messe in campo, le problematiche e le criticità̀prevalenti. Leggi >

Terzo settore

La VIS serve per valutare le politiche, non le azioni delle organizzazioni di Terzo settore

Certamente l’enfasi sul tema della valutazione ha valenze ampiamente condivisibili, perché opportunamente contrasta una non infrequente deriva di chi opera nel sociale, portato a credere che la dimensione etica – il fatto di essere “i buoni”, per rifarsi all’impietoso romanzo di Luca Rastello – sia di per sé assorbente di ogni considerazione relativa al proprio operato, che ciò che viene fatto per una buona causa, sia secondo questa visione, lodevole a prescindere da ogni ulteriore considerazione. Ma vi sono, a parere di chi scrive, numerose buone ragioni (se ne elencheranno sette) per ritenere che una specifica strategia di valutazione, conosciuta come “valutazione di impatto sociale” (VIS) – la valutazione qualitativa e quantitativa (e possibilmente monetizzata), sul breve, medio e lungo periodo, degli effetti delle attività svolte sulla comunità di riferimento – fortemente sostenuta da numerosi opinion leader, sia l’opzione spesso meno indicata per valutare l’operato delle organizzazioni di Terzo settore (mentre, come si vedrà, essa rappresenta spesso uno strumento utile per valutare le politiche). Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Che cosa sarebbe utile conoscere sul Reddito di Cittadinanza?

Monitoraggio e valutazione di cosa accade con il Reddito/Pensione di Cittadinanza richiedono di mettere a fuoco le domande importanti alle quali rispondere, e di costruire dati e report ad esse mirate. Quali potrebbero essere le domande e che cosa vorremmo conoscere? Leggi >

Politiche europee

Promuovere la qualità della vita dei fruitori dei servizi sociali

I servizi sociali di tutta Europa mirano a fornire ai cittadini servizi di assistenza sociale sicuri, efficaci, solidali e di alta qualità.  Di recente varie riflessioni sul tema della qualità dei servizi evidenziano la centralità del tema della qualità della vita dei fruitori dei servizi come obiettivo chiave delle politiche sociali pubbliche. Diversi esempi europei mostrano l’importanza di pianificare servizi in modo da massimizzare l’impatto sulla qualità della vita degli utenti di servizi e contribuire all’empowerment dei fruitori dei servizi. Leggi >

Politiche europee

La valutazione dell’impatto sociale nelle esperienze europee

Il tema della valutazione dell’impatto sociale delle politiche e delle misure di inclusione sociale sta diventando sempre più presente nel dibattito europeo. Anche a livello nazionale è un tema già da tempo trattato e che diventerà sempre più rilevante nei prossimi anni visto che la riforma del terzo settore la pone come obbligo per le realtà di maggiori dimensioni. In attesa della pubblicazione delle linee guida della Valutazione di Impatto Sociale elaborate dal Tavolo istituito presso il Ministero del welfare presentiamo uno tra gli strumenti maggiormente dibattuti a livello internazionale: lo SROI (Ritorno sociale sull’investimento) uno strumento di valutazione stimolante ma che presenta una serie di limiti. In questo articolo ne presentiamo un esempio elaborato in UK. Leggi >

Anziani

Cristiano Gori: le politiche per la non autosufficienza sono un diritto di cittadinanza

Il Punto di Welforum Cristiano Gori insegna Politica sociale all’Università di Trento ed è coordinatore del Network nazionale sulla Non autosufficienza (NAA). Nel suo intervento ha evidenziato i punti di forza della proposta di riforma elaborata nel Punto di welforum e le principali sfide, in particolare dal punto di vista dell’avvio di nuove modalità di valutazione del bisogno e del raccordo col sistema dei servizi. Leggi >

Famiglia, infanzia e adolescenza

P.I.P.P.I. Programma di Intervento Per Prevenire l’Istituzionalizzazione

P.I.P.P.I., il cui acronimo si ispira alla resilienza di Pippi Calzelunghe, come metafora della forza dei bambini nell’affrontare le situazioni avverse della vita, è un programma sperimentale a sostegno delle famiglie vulnerabili in prospettiva preventiva e a supporto della qualificazione dei servizi sociosanitari titolari di questo compito. Leggi >

Istituzioni e governance

I sistemi informativi sociali. L’esperienza della Caritas piemontese

La consapevolezza di costituire un punto di osservazione privilegiato delle dinamiche che si collocano alla base dei processi di emarginazione ed esclusione sociale a livello locale, ha spinto il sistema Caritas torinese a progettare e realizzare un Sistema Informativo Sociale per l’analisi dei bisogni dell’utenza, quale punto di partenza per la progettazione di più adeguate strategie di intervento e di contrasto alle povertà. Leggi >

Istituzioni e governance

Come si verifica l’attuazione dei livelli essenziali?

Il Ministero della Salute da alcuni anni pubblica interessanti report sull’attuazione dei LEA nelle diverse Regioni, che sono strumenti importanti per guidare la programmazione. Con l’emanazione dei nuovi LEA questa strumentazione dovrà essere aggiornata, e sarebbe utile che con l’occasione si migliorassero informazioni ed indicatori dedicati ai temi della non autosufficienza e delle prestazioni sociosanitarie, ambiti sui quali sono piuttosto deludenti gli attuali indicatori in uso. Leggi >