Tag “welfare collaborativo”

Terzo settore

La mappa delle piattaforme collaborative e i servizi alla persona

www.collaboriamo.org pubblica la mappatura delle piattaforme collaborative del 2017. I dati esposti evidenziano sia aspetti di rafforzamento che di criticità della sharing economy italiana; in particolare si segnala che l’ambito dei servizi alla persona è quello in cui si registra il maggior aumento di piattaforme attive che passano dalle 18 del 2015 a 22 del 2016 a 24 del 2017.

Anziani

Badante di condominio: molte attese, pochi risultati

L’assistente familiare si regge su un modello individuale. Che isola le persone e ne mantiene la frequente solitudine. Di badante condominiale si parla ormai da anni. L’idea è quella di superare i limiti del modello uno a uno: perché se l’assistente familiare opera nello stesso palazzo può più facilmente occuparsi dei problemi comuni, svolgere piccole commissioni in modo più efficiente, favorire relazioni tra persone isolate. Leggi >

Anziani

House rich. La lunga strada della condivisione abitativa

In Italia la formula della coabitazione sotto lo stesso tetto, qui assunta nella sua declinazione intergenerazionale, è abbastanza acerba rispetto a molti paesi del nord Europa. Eppure gli spazi di sviluppo potrebbero essere consistenti, se solo si puntasse a una informazione chiara dei vantaggi e dei benefici per le persone coinvolte, con una funzione di garanzia offerta da una parte terza. Leggi >

Istituzioni e governance

Che cos’è in concreto il welfare collaborativo?

Ma ciò che chiamiamo “tessuto sociale” può generare da sé forme di mutuo aiuto e sostegno ai più fragili? C’è un modo per rispondere ai bisogni “dal basso”, senza aspettare solo servizi pubblici? Sul tema è stato presentato a fine maggio 2017 il rapporto sulle pratiche di “welfare collaborativo” in Lombardia , coordinato dall’IRS di Milano (che si può scaricare QUI). La ricerca espone quasi 70 esperienze messe in opera: famiglie che si aiutano, badante di condominio o condivisa, co-housing, orti di quartiere, piattaforme digitali, hub territoriali, biblioteche aperte, cortili sociali.  E si interroga sui meccanismi che possono far nascere forme di welfare collaborativo nonché sui criteri per utilizzare questo nuovo paradigma entro il mondo del sociale.

Per un approfondimento è disponibile anche l’articolo di Sergio Pasquinelli pubblicato su questo stesso sito.

Istituzioni e governance

Un piano sperimentale per l’innovazione sociale della Regione Piemonte

Il 23 maggio scorso la Regione Piemonte ha presentato la strategia “WECARE – Welfare Cantiere Regionale” (il cui testo è scaricabile qui in pdf), con uno stanziamento di oltre 20 milioni di euro, per i seguenti obiettivi promossi in modo coordinato da 4 Assessorati regionali: stimolare processi collaborativi sui territori, facilitare la sperimentazione di servizi innovativi, spingere la crescita di iniziative imprenditoriali, sostenere iniziative di welfare aziendale, sostenere le iniziative di sperimentazione. Nei prossimi mesi seguiranno una serie di bandi sulle singole misure, a cui potranno partecipare attori pubblici e privati

Su Secondo Welfare è pubblicata un’intervista sul tema all’Assessore regionale alle politiche sociali Augusto Ferrari.

Mese sociale. Quasi 60.000

Sarà un nuovo anno record, il 2017, per gli sbarchi nel nostro paese: stiamo già avvicinandoci a quota 60.000, di cui il 15% minori non accompagnati.  Dopo le accuse al ruolo delle Ong sulle rotte del Mediterraneo si è aperto il caso di Isola di Capo Rizzuto, attualmente sotto indagine. Secondo in Italia per capienza (1.200 ospiti) dopo quello di Mineo in Sicilia (3.400), la vicenda del centro calabrese getta un’ombra sull’operato dei centri di prima accoglienza.

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Altre politiche

Che cos’è il welfare collaborativo? Una ricerca in Lombardia

La prima ricerca sul welfare collaborativo nel nostro paese. Per iniziare a decifrare questa galassia e per superare la retorica con poche evidenze che spesso circonda questa realtà e che non ci aiuta a capire, lo storytelling che non ci aiuta a interpretare i meccanismi virtuosi, la sostenibilità nel tempo delle diverse azioni, la loro autonomia organizzativa, le opportunità e le criticità. Leggi >

Istituzioni e governance

Il sociale dopo i servizi

In quadro di risposte pubbliche limitate, marginali, come estendere le possibilità di risposta ai bisogni sociali? Difficilmente attraverso un incremento delle risorse un modo nuovo. Bisogna pensare a nuovi modi di costruire l’aiuto che punti sull’attivazione delle persone e delle comunità locali. Secondo Sergio Pasquinelli, nell’articolo pubblicato su Qualificare, lo si potrebbe chiamare “welfare collaborativo”.
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