Istituzioni e governance

Costruire sapere nel servizio sociale

La II Conferenza Italiana sulla Ricerca di Servizio sociale

L’evento

La Società Italiana di Servizio sociale (www.sociss.it), nell’ambito del suo impegno statutario volto a promuovere lo sviluppo scientifico e disciplinare del Servizio sociale in stretta connessione con la pratica professionale, ha promosso per la seconda volta un evento (www.cirss.org) volto a fare il punto sullo stato della ricerca di servizio sociale in Italia e disseminarne gli esiti, coinvolgendo tutti i soggetti attivi in tale campo come assistenti sociali, docenti, ricercatori, studiosi di servizio sociale.

L’iniziativa ha avuto come partner il Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università degli Studi di Trento, il Consiglio Nazionale e quello regionale del Trentino Alto Adige dell’Ordine degli Assistenti sociali, è stata patrocinata dall’Associazione Italiana di Sociologia e dal Comune di Trento ed è stata salutata da Annamaria Campanini in qualità di Presidente dell‘International Association of Schoosl of Social Work.

Da segnalare la Pre Conferenza del 30 maggio, con un seminario tenuto da Silvia Fargion e dedicato ai dottori di ricerca e ai ricercatori a inizio carriera. Si è trattato di un momento molto importante, finalizzato a proporre ai partecipanti le principali indicazioni per costruire un curriculum competitivo nel concorrere a posizioni universitarie e appropriato per accedere all’abilitazione scientifica nazionale. La trattazione ha riguardato principalmente quattro temi: la qualità in università e la valutazione della ricerca; i processi di reclutamento: percorsi e criteri; gli elementi che rendono un curriculum competitivo; i requisiti e la struttura degli articoli di alto profilo.

 

Gli obiettivi

Come dichiarato da Alessandro Sicora, Presidente della Sociss, la II Conferenza Italiana sulla Ricerca di Servizio sociale CIRSS ha voluto costituirsi come spazio capace di evidenziare la ricchezza delle esperienze di ricerca che, non di rado, rimangono sotto traccia e che necessitano di essere potenziate e sostenute, così da produrre impatti significativi sulla pratica professionale degli assistenti sociali.

Si tratta di un intento che si colloca nella scia dell’impronta profonda impressa da Maria Dal Pra Ponticelli che ha saputo intersecare l’attività scientifica, quella didattica e il costante impegno per la promozione della professione. A lei, alla sua opera e al suo ruolo è stata dedicata la Conferenza e sono state riservate le relazioni introduttive di Elisabetta Neve e Andrea Bilotti.

 

I contenuti

Il rapporto fra ricerca e servizio sociale è stato affrontato nelle relazioni della sessione plenaria che hanno evidenziato visioni composite, sfide attuali e prospettive, con riguardo al processo di accademizzazione, alla capacità della ricerca di impattare proficuamente sulla qualità sull’esercizio professionale, così come alle potenzialità di quest’ultimo di diventare non solo campo di ricerca, ma anche spazio di realizzazione.

La relazione di Elena Allegri ha esplorato le peculiarità che caratterizzano la ricerca di Servizio sociale rispetto a quella di base, evidenziando come gli interrogativi cognitivi siano orientati ad una prospettiva di intervento piuttosto che puramente speculativa, al fine di rendere comprensibili, confrontabili e replicabili i processi e i risultati ottenuti, con particolare attenzione alla ricaduta sia sulle pratiche di intervento sia rispetto all’innovazione di prospettive teoriche ed epistemologiche”(Allegri, 2013Allegri E, “Ricerca di servizio sociale”, in Campanini A. (diretto da) Nuovo Dizionario di Servizio sociale, Carocci, Roma, 2013, p. 536.). Le argomentazioni relative al rigore scientifico necessario per rendere la ricerca di servizio sociale inconfutabilmente valida e le riflessioni che la relatrice ha proposto sulla relazione tra saper esperti e non esperti hanno introdotto le conclusioni, centrate sugli opportuni sviluppi, per il servizio sociale, della Practice Research e della Ricerca Azione Partecipata.

L’intervento di Luca Fazzi ha posto l’attenzione sul processo di accademizzazione del servizio sociale, sulle sue attuali debolezze e sulle sfide da affrontare. Il servizio sociale va considerato oggetto di studio e, come tale, separato dalla proprietà professionale e aperto agli studiosi non identificati con la professione. Al contrario, la configurazione professionale degli insegnamenti ha reso la ricerca appannaggio di una cerchia ristretta. Sempre a suo parere, al fine di superare le fragilità in questo ambito, è necessario laicizzare la spinta corporativa che non permette di distinguere il servizio sociale dalla professione, creare oggetti di ricerca che attraggano altri studiosi in un’ottica interdisciplinare, aumentare la capacità di produrre ricerca accademicamente qualificata anche attraverso il sostegno alle nuove generazioni.

Walter Lorenz ha sviluppato il tema a partire dalla necessità di tenere presente che il servizio sociale opera all’interno di criteri politici che definiscono anche i problemi di cui deve e può occuparsi la professione. Prospettando i diversi sviluppi della ricerca di servizio sociale, Lorenza ha trattato in particolare quello incentrato sulle dimensioni soggettive che enfatizza la situalità (il contesto, il ricercatore e la sua appartenenza di genere e di gruppo etnico), gli approcci partecipativi, nonché la riflessività che porta ad entrare in dialogo con altri e con i presupposti dello stesso ricercatore. Rispetto al processo di accademizzazione, sempre Lorenz ha posto l’accento sulle notevoli differenze fra paesi in cui il Servizio sociale è stato riconosciuto come disciplina autonoma e altri in cui è contenuto in altri settori disciplinari con maggiore influenza accademica. L’impatto di tali diverse condizioni coinvolge anche la formazione di grado superiore come i dottorati, così come i finanziamenti e le opportunità di sviluppare la ricerca di servizio sociale.

 

Elevata l’adesione alla Conferenza con 430 partecipanti, 322 autori provenienti da 17 regioni per 159 contributi referati e presentati in 32 sessioni di cui una dedicata ai video e due alla presentazione di volumi. Le aree tematiche in cui sono stati distribuite le presentazioni hanno riguardato gli ambiti dell’azione professionale, compresi quelli più innovativi, oltre a questioni etico-deontologiche, metodologiche e storiografiche.

La molteplicità dei contributi presentati nelle sessioni, pur nelle loro differenze a livello di rigore metodologico, ha evidenziato la sussistenza di un vivace rapporto fra sapere e agire, fra ricerca e pratica che merita di essere posto in evidenza e sostenuto per raggiungere traguardi di sempre maggiore qualificazione e competenza, sia sul versante accademico, sia su quello dell’esercizio professionale.

Commenti

Brava, come sempre, Marilena. Una sintesi efficace. Io e, credo tutti i partecipanti abbiamo percepito un rafforzamento dell’identità professionale, in questa fase nella quale i concetti fondanti della professione: solidarietà e democrazia, sono messi in discussione. Grazie a tutti

Rispondi

assolutamente interessante e denso di prospettive e di sviluppo della ricerca sociale, propria del Servizio Sociale Professionale, fin dalla sua affermazione quale strumento di innovazione e di cambiamento della società, secondo le ispirazioni e le azioni avviate già negli anni ’50. Ritengo che in relazione alla qualità dei partecipanti possa essere pubblicato un apposito “quaderno” della Rivista di Servizio Sociale ISTISSS-SOCISS.

Rispondi

Complimenti a Marilena per l’ottima sintesi dell’evento SocISS di Trento.
Senza entrare nel merito dei singoli temi, trovo assolutamente apprezzabile quanto riportato rispetto al processo di accademizzazione della professione e al rilancio della ricerca propria del Servizio Sociale Professionale, grazie anche alla presenza di molte autorevoli testimonianze, tra cui mi piace ricordare quella di Enrico Capo, mio professore all’ENSISS.
Essendo io a Trento in rappresentanza dell’ISTISSS, non posso che condividere la proposta di Luigi Colombini di pubblicare un apposito “quaderno” della Rivista di Servizio Sociale ISTISSS-SOCISS da dedicare all’evento.

Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.