Migrazioni

Gli stranieri nelle carceri

I detenuti nelle carceri italiane sono  60.439 (al 30/4/2019). Fatta eccezione per la breve parentesi dell’indulto del 2006, la popolazione detenuta è stata tendenzialmente in continuo aumento fino al picco del 2010 per poi ridursi fino al 2015 (Cfr. Fig. 1). Dall’inizio del 2016 si inverte nuovamente la tendenza, registrando un continuo aumento del numero dei detenuti (Antigone, 2019).

 

Figura 1 – Andamento della popolazione detenuta

Note: Il dato del 2019 è riferito al 31 marzo. Tutti gli altri al 31 dicembre. Fonte: Antigone, 2019.

 

Gli stranieri detenuti

I detenuti stranieri delle carceri italiane sono 20.324 che costituiscono il 33,6% del totale dei detenuti (33,8 nel 2018) (Antigone, 2019). Si tratta di una importante sovra rappresentazione dato che gli stranieri residenti costituiscono l’8,7% della popolazione residente complessiva.

Per interpretare correttamente i dati occorre però precisare che i dati sui detenuti includono sia gli immigrati regolari sia gli irregolari, mentre i dati sui residenti prendono solo in considerazione i residenti regolari. Di conseguenza  sottostima la percentuale di immigrati sul totale della popolazione e, quindi, sovrastima  – anche se non di molto – la loro probabilità di incarcerazione rispetto al resto della popolazione. In secondo luogo, gli immigrati irregolari non hanno accesso a misure alternative all’incarcerazione come per esempio gli arresti domiciliari. E questo ovviamente incide sul  tasso di detenzione degli stranieri ai fini di una corretta comparazione  con i dati relativi ai detenuti italiani.

 

Il 61,5% dei detenuti stranieri sono concentrati in 5 nazionalità. Il 16,4% è costituito da marocchini, il 16,3% da rumeni, il 14,0% da albanesi, il 10,9% da tunisini e il 3,9% da nigeriani. Tre nazionalità sono africane e due europee (Cfr. Tab. 1).

In parte, questi risultati non sorprendono perché tre di queste nazionalità – Marocco, Romania e Albania – sono anche quelle più presenti nel territorio italiano, anche se i marocchini e gli albanesi sono fortemente sovra rappresentati nelle carceri italiane.

Le cinque nazionalità costituiscono il 44,3% della popolazione straniera per cui si registra una forte sovra rappresentazione dovuta soprattutto all’alta percentuale di detenuti del Marocco,  della Tunisia, dell’Albania e della Nigeria. Si distingue, fra queste nazionalità, quella tunisina che esprime il 10,9% dei detenuti stranieri rispetto ad una popolazione che costituisce solo l’1,9% della popolazione straniera.

 

Tabella 1 – Detenuti stranieri distinti per area geografica, al 31/12/2015

Paesi Donne Uomini Totale % detenuti sul

totale stranieri

% popolazione sul

totale stranieri

Marocco 38 2.802 2.840 16,4 8,7
Romania 200 2.621 2.821 16,3 22,9
Albania 25 2.398 2.423 14,0 9,3
Tunisia 13 1.880 1.893 10,9 1,9
Nigeria 93 585 678 3,9 1,5
Totale 369 10.286 10.655 61,5 44,3
Egitto 3 604 607 3,5 2,2
Algeria 1 386 387 2,2 0,4
Senegal 1 326 327 1,9 1,9
Altri paesi 415 4.949 5.364 30,9 51,2
Totale 789 16.551 17.340 100,0 100,0

Fonte: DAP – Ufficio per lo sviluppo e la gestione del sistema informativo automatizzato

 

In Europa

La percentuale di stranieri detenuta nelle carceri italiane è molto più elevata che nel resto del continente. I non italiani ristretti nelle carceri italiane ad aprile 2019 erano il 33,6% del totale, contro una media europea del 20% (che scende però al 18% se si esclude il piccolo Lussemburgo). In Inghilterra gli stranieri rappresentano appena il 10% della popolazione detenuta, in Francia il 22% e in Spagna il 28%. Tra i paesi più grandi solo la Germania – che però ha un tasso di detenuti per abitanti ben più basso dell’Italia (77 persone detenute ogni 100.000 abitanti, contro i 96 dell’Italia) – ha un numero più alto (Antigone, 2019).

 

I reati degli stranieri

Dati interessanti si registrano anche nella tipologia dei reati in base alla nazionalità.  Analizzando le graduatorie dei principali reati rilevati per paese di nascita dell’imputato si possono evidenziare enormi differenze fra le varie comunità di stranieri nel coinvolgimento in attività illecite sia in quantità che in qualità del reato commesso. La tabella 2, elaborata dalla Fondazione Hume (2015), opportunamente colorata con il colore rosso – per le nazionalità che commettono uno specifico reato in misura sensibilmente superiore alla media degli altri stranieri – e il colore verde  – per le nazionalità che commettono uno specifico reato in misura sensibilmente inferiore  alla media degli altri stranieri – mostrano anche visivamente le caratterizzazioni delle singole comunità straniere.

La tabella 2 evidenzia che i tunisini hanno tassi di criminalità relativa molto più alti degli altri stranieri per quasi tutte le principali fattispecie di reato con esclusione dello sfruttamento della prostituzione e dei reati informatici. I nigeriani registrano tassi criminalità relativa molto elevati per i reati di sfruttamento della prostituzione, traffico di stupefacenti, lesioni ed estorsioni. I senegalesi hanno tassi di criminalità relativa quasi sempre sotto la media con eccezione dei reati di contraffazione dei marchi e di ricettazione dove invece si registrano tassi elevatissimi. I cittadini di Serbia e Montenegro registrano tassi elevati di criminalità relativa nei furti in abitazioni, gli egiziani nelle violenze sessuali e nelle rapine, i marocchini negli scippi e nel traffico di stupefacenti, i rumeni nei furti e nello sfruttamento della prostituzione mentre i cinesi nella contraffazione di marchi e nello sfruttamento della prostituzione (Cfr. Tab. 2).

In diversi casi, quindi, emergono delle vere e proprie caratterizzazioni legate alle singole nazionalità.

 

Tabella 2 – Tassi di criminalità relativa di alcune comunità rispetto agli stranieri totali

(prime 8 nazionalità per numero di denunce e principali fattispecie di delitto (2009-2011).

Reato Tunisia Nigeria Senegal Serbia/

Monten.

Egitto Marocco Romania Cina
Omicidio volontario 1,9 0,7 0,2 1,2 0,8 1,0 1,3 1,2
Sfrutt. della prostituzione 0,3 5,7 0,1 0,4 0,2 0,1 1,6 3,4
Tentati omicidi 3,0 2,0 0,1 1,1 1,1 1,4 0,9 1,2
Percosse 2,3 2,6 0,9 1,6 0,8 1,5 0,9 0,2
Lesioni dolose 3,2 3,5 1,2 1,3 1,1 1,6 0,9 0,4
Violenze sessuali 2,7 1,5 1,0 1,5 2,1 1,5 1,3 0,2
Furti 1,6 0,5 0,3 2,2 0,5 1,0 1,9 0,1
di cui furti con strappo 4,4 1,5 0,3 2,6 1,0 3,1 0,8 0,1
di cui furti con destrezza 1,7 0,4 0,3 1,8 0,3 1,1 1,5 0,1
di cui furti in abitazioni 0,9 0,4 0,1 6,5 0,3 0,6 1,0 0,0
di cui furti in esercizi comm. 1,2 0,5 0,3 1,2 0,4 1,0 2,3 0,1
di cui Furti in auto in sosta 2,7 0,4 0,6 2,0 0,9 1,6 1,0 0,0
di cui Furti di autovetture 1,7 0,4 0,1 2,7 0,6 1,2 1,5 0,0
Rapine 3,2 1,5 0,8 2,0 1,3 1,9 1,1 0,2
di cui rapine in abitazione 1,9 2,6 0,5 3,5 1,1 1,0 1,4 0,5
di cui rapine in esercizi comm. 2,6 0,7 0,8 1,7 1,1 1,8 1,4 0,2
di cui rapine in pubblica via 4,0 1,6 0,9 1,6 1,6 2,2 1,0 0,1
Estorsioni 2,2 2,7 0,4 2,3 1,4 1,0 1,3 1,2
Truffe e frodi informatiche 1,2 1,5 0,9 1,1 1,2 0,6 0,9 0,3
Delitti informatici 0,2 1,3 0,2 0,2 1,2 0,2 2,0 0,2
Contraffazione di marchi 0,5 0,1 26,0 0,1 0,2 0,9 0,1 3,8
Ricettazione 2,2 1,6 8,8 1,4 1,0 1,0 1,0 0,9
Danneggiamenti 4,9 1,7 0,6 1,0 0,9 1,5 0,9 0,2
Normativa stupefacenti 7,5 4,5 1,3 0,6 1,0 2,6 0,1 0,1
Associazione per delinquere 1,6 1,4 0,6 1,5 1,4 0,5 1,2 1,6
TOTALE al netto degli “altri reati” 3,0 2,0 2,6 1,4 0,9 1,4 1,1 0,5
TOTALE REATI 3,2 2,9 2,6 1,4 1,4 1,3 0,9 0,7

Note: La tabella è stata opportunamente colorata con il colore rosso – per le nazionalità che commettono uno specifico reato in misura sensibilmente superiore alla media degli altri stranieri – e il colore verde  – per le nazionalità che commettono uno specifico reato in misura sensibilmente inferiore  alla media degli altri stranieri. Come si legge la tabella? Facciamo un esempio. I senegalesi hanno un tasso di criminalità relativa per quel che riguarda la contraffazione di marchi (abbigliamento, borse, ecc.) che è di 26 volte superiore a quello medio della totalità degli stranieri.  Fonte: Cima, Ricolfi (2015)

 

Che cosa emerge?

Che cosa emerge dai dati sugli stranieri detenuti e sui reati da loro commessi?

a) I detenuti stranieri delle carceri italiane costituiscono il 33,6% del totale dei detenuti. Si tratta di una importante sovra rappresentazione dato che gli stranieri residenti costituiscono l’8,7% della popolazione residente complessiva.

b) Il tasso di detenzione degli stranieri si riduce costantemente a ritmi molto elevati. Negli ultimi 15 anni il tasso di detenzione per mille abitanti è rimasto sostanzialmente stabile per quel che riguarda gli italiani; nelle carceri si registrano 0,7 detenuti italiani ogni mille residenti italiani.  Il  tasso di detenzione degli stranieri, invece, ha avuto un andamento ben diverso. Nel 2003, ogni mille stranieri residenti regolarmente in Italia 11,6 degli stessi finiva in carcere, oggi tale numero è sceso a 3,9. Si è ridotto addirittura di due terzi. Nel 2003 il tasso di detenzione degli stranieri era di 16 volte quello degli italiani. Oggi è sceso a 5 volte (Cfr. Tab. 3). E si tratta di un trend che sembra destinato a proseguire.

 

Tab. 3 – Rapporto tra stranieri residenti e stranieri detenuti

Anno Numero immigrati residenti regolarmente in Italia Numero detenuti stranieri Tasso di detenzione per mille stranieri residenti Tasso di detenzione per mille italiani residenti
2003 1.464.663 17.007 11,6 0,7
2008 3.023.317 21.562 7,1 0,6
2013 4.387.721 21.854 4,9 0,7
2018 5.144.440 20.412* 3,9 0,7

Note: *(marzo 2018)    Fonte: Antigone (2019) su dati Istat e DAP  a cui abbiamo aggiunto i dati sugli italiani

 

c) Il tasso di detenzione degli stranieri regolari è poco più elevato di quello degli italiani. L’amministrazione penitenziaria, nei suoi rilievi statistici, non distingue più tra detenuti extra-comunitari regolarmente soggiornanti in Italia ed extra-comunitari irregolarmente presenti. Da un’analisi empirica su base locale realizzata dal Rapporto Antigone (2019) si evidenzia che i detenuti extracomunitari con regolare permesso di soggiorno sono meno di un terzo del totale degli stranieri per cui, anche in questo caso, sembra confermarsi l’idea che il maggior tasso di detenzione sia dovuto in grandissima parte agli immigrati irregolari. Se fosse corretta la valutazione di Antigone (2019), infatti, il tasso di detenzione degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia sarebbe pari ad una volta e mezzo quello degli italiani. Molto vicino a quello dei nativi.

d) Il 61,5% dei detenuti stranieri sono concentrati in 5 nazionalità (che costituiscono il 44,3% della popolazione straniera) per cui si registra una forte concentrazione di reati in pochissime nazionalità  dovuta all’altissimo numero, rispetto alla popolazione straniera, di detenuti del Marocco,  della Tunisia, dell’Albania e della Nigeria.

e) Man mano che passa il tempo dal loro insediamento in Italia, le comunità delle singole nazionalità esprimono un minor numero di detenuti al proprio interno. Ciò accade in relazione all’aumento del tasso di integrazione di quella comunità nell’economia e nella società italiana. Più cresce l’integrazione e più diminuisce il rischio per i suoi membri di finire in carcere.

f) I detenuti stranieri sono colpevoli di reati meno gravi di quelli degli italiani. Alcuni dati lo confermano. È straniero il 42,2 % dei detenuti con pena residua inferiore ad un anno (e dunque per reati di scarsa gravità) e solo il 6,2% degli ergastolani (che sono complessivamente 1.726) (Cfr. Tab. 4).

 

Tabella 4 – Detenuti italiani e stranieri per entità della pena

Detenuti con pena residua inferiore a un anno Detenuti che scontano la pena dell’ergastolo
Italiani 57,8% 93,8%
Stranieri 42,2% 6,2%

Fonte: Antigone (2019 su dati Istat e DAP

 

g) I reati più frequenti che caratterizzano le prime 4 nazionalità di stranieri sono sostanzialmente gli stessi. Al livello più elevato troviamo la produzione e lo spaccio di stupefacenti e il furto. La quota più significativa di detenuti stranieri pari al 37,4% del totale dei detenuti stranieri sono in carcere per violazione della legge sugli stupefacenti.

h) Alcune nazionalità hanno tassi di criminalità molto più alte di altre. La comunità tunisina ha tassi di criminalità che è superiore di 3,2 volte quella degli altri stranieri, seguono la Nigeria con 2,9, il Senegal con 2,6, la Serbia/Montenegro con 1,4 e il Marocco con 1,3. In diversi casi, nelle diverse nazionalità sono presenti delle vere e proprie caratterizzazioni nei reati commessi (per esempio tunisini per spaccio di stupefacenti, nigeriani per sfruttamento della prostituzione, senegalesi e cinesi per contraffazione di marchi, ecc.).

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