Dieci cose che l’UE sta facendo per combattere il coronavirus

Il Parlamento Europeo ha pubblicato una fiche informativa e un video volti a presentare in 10 punti le principali iniziative intraprese dall’UE per mitigare l’impatto dell’epidemia di Covid19, per proteggere le persone e l’economia e promuovere la solidarietà.

  1. Azioni per rallentare la diffusione del virus. Per contribuire a limitare la trasmissione del virus in Europa e nel mondo, l’UE ha chiuso le sue frontiere esterne ai viaggi non essenziali, garantendo nel contempo che i beni essenziali continuino a circolare attraverso l’UE con l’introduzione di corsie preferenziali. Sono state previste risorse aggiuntive per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che fornisce valutazioni rapide dei rischi e aggiornamenti epidemiologici sull’epidemia.
  2. Fornitura di attrezzature mediche. I paesi dell’UE hanno accesso rapido alla scorta di attrezzature mediche RescEU, come ventilatori e maschere protettive, nell’ambito del meccanismo di protezione civile. Inoltre, l’UE ha organizzato un’imponente gara internazionale che consente agli Stati membri di effettuare acquisti congiunti di attrezzature e farmaci.
  3. Promozione della ricerca. Il programma di ricerca europea Horizon 2020 sta finanziando 18 progetti di ricerca e 140 team in tutta Europa impegnati nel trovare rapidamente un vaccino contro Covid-19. I progetti si concentrano anche sul miglioramento della diagnostica, la gestione clinica e il trattamento della patologia.
  4. Azioni volte ad assicurare la ripresa dell’UE. Per aiutare l’Europa a riprendersi dall’impatto economico e sociale della pandemia, la Commissione europea presenterà una nuova proposta per il bilancio a lungo termine dell’UE per il 2021-2027, che includerà un pacchetto di incentivi specificamente dedicato all’emergenza.
  5. Rimpatrio dei cittadini dell’UE. Più di 20.000 europei bloccati in tutto il mondo a causa dell’epidemia sono tornati a casa grazie al meccanismo di protezione civile dell’UE.
  6. Promozione della solidarietà europea. Il Parlamento europeo ha appoggiato l’implementazione di nuove norme che consentono agli Stati membri di richiedere assistenza finanziaria al Fondo di solidarietà dell’UE per coprire le emergenze sanitarie. La portata del fondo è stata ampliata e quest’anno saranno messi a disposizione degli Stati membri fino a € 800 milioni per combattere la pandemia di coronavirus.
  7. Il sostegno all’economia. La Banca centrale europea sta erogando 750 miliardi di euro per alleviare il debito pubblico durante la crisi, nonché 120 miliardi di euro in quantitative easing e 20 miliardi di euro in acquisti del debito sovrano. Inoltre, i deputati hanno votato per mettere a disposizione dei paesi dell’UE 37 miliardi di euro provenienti dai fondi strutturali per affrontare la crisi del coronavirus e sostenere l’assistenza sanitaria, le imprese e i lavoratori (si veda a questo proposito l’articolo di welforum specificamente dedicato al tema fondi strutturali).
  8. Protezione dell’occupazione. Per garantire che i dipendenti possano mantenere la propria occupazione nel caso in cui le aziende restino senza lavoro a causa della crisi del coronavirus, la Commissione ha proposto di introdurre il concetto di lavoro a tempo ridotto sostenuto dallo Stato (SURE).
  9. Salvaguardia di Internet. Con milioni di persone costrette a rimanere a casa, l’UE ha chiesto a Netflix, Facebook e YouTube di ridurre la qualità dello streaming per evitare di sovraccaricare il web. Ciò consente a tutti di utilizzare Internet, sia per lavoro che per piacere.
  10. Protezione dell’ambiente e delle compagnie aeree. Il Parlamento ha appoggiato la proposta della Commissione di fermare temporaneamente i cosiddetti “voli fantasma” perché vuoti. Sospendendo la norma che obbliga le compagnie aeree a gestire i propri slot pianificati di decollo e atterraggio per poterli mantenere nella stagione successiva, l’UE ha promosso una azione volta a ridurre le emissioni non necessarie, e allo stesso tempo ad aiutare le compagnie aeree ad adattarsi a una domanda inferiore.

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