Presentazione

Perché questo Punto di Welforum è dedicato al Salario minimo

Su povertà e esclusione sociale l’attenzione di Welforum è costante. Dalle analisi delle famiglie in povertà emerge che queste sono sempre di più, anche se uno dei componenti lavora.

I fattori di disoccupazione di lunga durata e di inattività ricorrente e diffusa sono individuati nella globalizzazione, nell’evoluzione tecnologica, nella debolezza del mercato del lavoro. Sul piano individuale pesano e spesso concorrono a produrre povertà il basso livello di istruzione, il tipo di contratto, l’orario di lavoro. Entro la povertà c’è, e cresce, un’area di working poor, di famiglie per le quali il lavoro non basta a uscire dalla povertà: il lavoro c’è, ma è fragile, precario, poco intenso perché riguarda un solo percettore.

 

Claudio Lucifera, in un suo articolo per welforum.itWelfare e lavoro povero, 20 maggio 2019, welforum.it ci ha anche fornito informazioni tratte da ricerche che ci soccorrono a cogliere l’entità stimata di tale fascia sociale nel nostro paese. Nel 2015 il lavoro dipendente a scarsa retribuzione oraria era molto cresciuto dal 2007, arrivando nel 2015 a penalizzare più di tre milioni di lavoratori, il 17,9 % degli occupati con lavoro dipendente. Il lavoro povero per orario ridotto involontario coinvolgeva ben 4,1 milioni di lavoratori, il 24,1% dei lavoratori dipendenti. Si stima che anche 500.000 lavoratori autonomi condividano tale condizione.

Succede che non poche imprese contraggano orari di lavoro e remunerazione oraria sui loro dipendenti: o per aumentare i loro margini o per sopravvivere anche se poco qualificate.

La contrapposizione secca fra lavoro e povertà non regge più perché smentita dai dati di fatto. Avere un lavoro è essenziale ma spesso non sufficiente. Allora il sussidio alle famiglie povere non può più essere inteso e trattato come alternativo al lavoro, ma come complementare al lavoro povero. Criteri e regole del Rdc dovrebbero quindi essere rivisti in questa prospettiva.

Uno dei fattori di creazione di lavoro povero, l’abbiamo detto, è il livello della retribuzione. Vi sono proposte di varia fonte che propongono allora di introdurre il salario minimo, cioè di rendere obbligatoria un’adeguata retribuzione del lavoro.

Gli interventi che seguono, raccolti da Manos Matsaganis, presentano le varie posizioni di qualificati ricercatori sul tema. Arricchiremo successivamente questo Punto di Welforum con interventi di esperti di grandi organizzazioni come Cisl e Cgil, o di qualificati centri di ricerca come Inapp, anch’essi nostri Promotori, direttamente interessati al tema, che riprenderanno le posizioni da loro espresse al recente Seminario organizzato da Welforum e riservato ai nostri Promotori, tenutosi a Milano il 21 ottobre 2019. Dato l’interesse che il tema suscita, e la buona riuscita di tale seminario, stiamo pensando di riproporre una simile opportunità anche ai nostri lettori e ad altre persone interessate. Se decideremo di farlo il nostro sito fornirà tutte le necessarie informazioni in merito.

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