Editoriale: Discutendo la proposta di riforma

La riforma dell’Indennità di accompagnamento proposta dal Punto di welforum ha fatto discutere. La sua presentazione pubblica ha stimolato un dibattito a più voci, in cui i punti di vista di istituzioni pubbliche, associazioni di disabili ed esperti si sono intrecciati. Si tratta di una proposta in itinere, che va arricchita attraverso il confronto e la collaborazione di tutti i diversi attori che giocano un ruolo importante in questa partita.

 

In quest’ultima puntata del Punto di welforum “La badante non basta più”, ricostruiamo il dibattito e gli interventi sviluppati nel primo convegno nazionale di welforum.it, tenuto lo scorso 28 Novembre al CNEL di Roma. Di ciascun intervento presentiamo un’ampia sintesi corredata dalla ripresa video. Si tratta di opinioni autorevoli, espresse da persone che giocheranno un ruolo importante nel proseguo della discussione. L’Onorevole Elena Carnevali, relatrice della legge sul cosiddetto “Dopo di Noi”, ha evidenziato i molteplici punti di contatto tra la riforma e le altre iniziative parlamentari in atto nel campo della disabilità, fra cui quello di trovare formule che favoriscano l’emersione del lavoro di cura. Tito Boeri, Presidente dell’Inps, ha evidenziato come Home Care Premium, il programma sperimentale avviato da Inps da alcuni anni, già anticipa alcuni dei punti della riforma proposta, su cui esprime un giudizio favorevole pur sottolineando l’esigenza di un riordino più generale in materia di invalidità civile. Roberto Speziale, presidente nazionale ANFFAS, ha espresso al tempo stesso le preoccupazioni ma anche le aspettative e speranze delle associazioni dei disabili, pronte a condividere un tavolo di discussione sulla riforma a patto che i diritti sociali esistenti non vengano attaccati. Infine, due esperti, Cristiano Gori e Claudio Castegnaro, hanno sottolineato l’importanza che una discussione pubblica sull’Indennità di accompagnamento riparta nel nostro Paese, sulla base di questa proposta e delle altre sollecitazioni esistenti. Le opinioni sono infine completate da un’intervista a Chiara Saraceno, fra le più autorevoli studiose di famiglia e sistemi di welfare, che chiarisce quali sono i punti di forza e le sfide della proposta messa sul tavolo. Tra queste la più rilevante riguarda la possibilità di rendere disponibili alla popolazione in stato di bisogno un range ampio di servizi adeguati.

 

In sintesi, la discussione apre diversi spiragli per uno sviluppo futuro. Tra questi un punto ci sembra ampiamente condiviso e cruciale. La base della riforma è costituita, come è spiegato nella proposta, dalla possibilità di applicare una strumentazione nuova che consenta di misurare e graduare il bisogno di cura delle persone disabili in modo standardizzato e unitario in tutto il Paese. Tutta la discussione ha sinora confermato la centralità di questo punto e indicato l’esistenza di riflessioni importanti da cui ripartire. Si tratta, in altri termini, di definire nuove formule che, ferma restando l’intoccabilità del diritto attuale all’accesso alla prestazione, consentano di misurare in modo appropriato il bisogno di cura per poi procedere ad una graduazione del bisogno. Di qui bisogna partire, dunque. Raccogliendo le esperienze virtuose in Italia e in Europa, le proposte metodologiche e tecniche già esistenti, le esigenze e le competenze necessarie. Senza questa prima pietra, l’intero edificio della proposta sarebbe inattuabile. Se il Punto di welforum servisse anche, e soltanto, a favorire questa ripartenza, non sarebbe un’operazione inutile.

 

Qui di seguito è possibile visionare le riprese dell’intervento introduttivo di Sergio Pasquinelli e la presentazione della proposta di riforma dell’Indennità di accompagnamento da parte di Costanzo Ranci.

 

 

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