Verso un welfare più forte, ma davvero coeso e comunitario?

A cura dell’Istituto per la Ricerca Sociale

2.1. Il settore sociale nel PNRR

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato nel mese di aprile 2021 e inviato all’Unione Europea per il finanziamento, prevede diversi interventi nel settore sociale distribuiti a loro volta in tre settori definiti “Missioni”, anche se la parte più significativa di questi è collocata nella Missione 5 “inclusione e coesione”.

Il PNRR, in genere, per ogni settore di intervento prevede una parte riservata alle riforme che accompagnano il Piano ed una parte, quella più nota, relativa agli investimenti nelle singole azioni previste.

 

Le riforme previste nel PNRR

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) contempla ben 53 misure legislative: 9 di queste saranno adottate con decreto-legge; 12 con legge delega; per una si prevede l’adozione di un decreto legislativo.

Quelle di interesse sociale comprese all’interno della Missione 5 “inclusione e coesione” e “Missione 6 Salute” sono tre e toccano grandi aree strategiche del settore sociale: le politiche familiari, la legge quadro per la disabilità e la riforma degli interventi per gli anziani non autosufficienti (Cfr. Tab. 1).

 

Tab. 1 – Le riforme sociali previste nel PNRR
RIFORMA DESCRIZIONE TEMPI
“Family act” Approvazione del disegno di legge, attualmente all’esame del Parlamento (A.C. n. 2561), recante Deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia. Termine non indicato.
Riforma legislativa organica degli interventi in favore degli anziani non autosufficienti La riforma è volta ad introdurre un sistema organico di interventi in favore degli anziani non autosufficienti che preveda anche l’ individuazione di livelli essenziali delle prestazioni per gli anziani non autosufficienti. Da approvarsi con provvedimento legislativo, a seguito di apposita delega parlamentare, entro la scadenza naturale della legislatura (primavera 2023).
Legge quadro sulla disabilità La Riforma è finalizzata all’adozione di una disciplina organica (“Codice”) sulla disabilità, volta a ridisegnare la tutela della disabilità nei diversi ambiti e, allo stesso tempo, a prevedere processi più efficienti di erogazione degli interventi e dei servizi. Approvazione della legge delega entro marzo 2023 e decreti legislativi entro giugno 2024.

Fonte: nostra elaborazione su dati del PNNR

 

Il Family act

Il PNRR prevede l’approvazione del c.d. Family act, vale a dire il disegno di legge, attualmente all’esame della Commissione affari sociali della Camera (A.C. n. 2561), recante “Deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia”. Esso contiene misure per il sostegno alle famiglie con figli, per la promozione della partecipazione al lavoro delle donne, per il sostegno ai giovani.

Si tratta del primo progetto organico di riforma delle politiche per la famiglia, che fa leva su un potenziamento del sistema del welfare, tramite l’introduzione dell’assegno unico e universale (che è stato avviato a partire dall’1/7/2021 e che andrà a regime dall’1/1/2022), la revisione dei congedi parentali e il sostegno ai percorsi educativi dei figli, la sicurezza lavorativa, attraverso le misure di sostegno al lavoro femminile e una revisione moderna dei meccanismi che consentono una conciliazione dei tempi di lavoro e di cura dei figli a carico di entrambi i genitori.

Il Piano introduce delle detrazioni fiscali per le spese sostenute per acquistare libri universitari per i figli maggiorenni a carico e agevolazioni fiscali per le spese sostenute dalle famiglie relativamente a contratti di locazione di abitazioni per i figli maggiorenni iscritti a corsi universitari.

Inoltre, viene inoltre prevista l’introduzione di agevolazioni fiscali per la locazione dell’abitazione principale per le giovani coppie composte da soggetti aventi ambedue età non superiore a trentacinque anni alla data di presentazione della domanda.

 

Legge quadro sulla disabilità

La Riforma è finalizzata all’adozione di una disciplina organica (“Codice”) sulla disabilità, volta a ridisegnare la tutela della disabilità nei diversi ambiti e, allo stesso tempo, a prevedere processi più efficienti di erogazione degli interventi e dei servizi. La Legge quadro ha le seguenti finalità:

  • Rafforzamento/qualificazione dell’offerta dei servizi sociali da parte degli Ambiti territoriali;
  • semplificazione dell’accesso ai servizi sanitari e sociali;
  • revisione delle procedure per l’accertamento delle disabilità;
  • promozione dei progetti di vita indipendente;
  • promozione delle unità di valutazione multidimensionale sui territori, in grado di definire progetti individuali e personalizzati anche attraverso l’implementazione territoriale dei Punti Unici di Accesso per le persone con Disabilità (PUA) quali strumenti per la valutazione multidimensionale.

La legge quadro non verrà finanziata dal PNRR ma è già finanziata dalle risorse del nuovo Fondo disabilità e non autosufficienza creato con la legge di bilancio 2020 che prevede complessivamente 800 milioni per il triennio 2021-2023.

Non si riesce a comprendere come questo fondo, con i suoi 800 milioni, potrà finanziare una legge i cui decreti legislativi attuativi saranno approvati entro il 2024 e cioè successivamente alla vigenza di tali finanziamenti.

 

La riforma della non autosufficienza

La terza riforma viene proposta nella Missione 6 Salute ma in realtà è a cavallo fra le competenze sanitarie e sociali. Si tratta della riforma volta ad introdurre un sistema organico di interventi in favore degli anziani non autosufficienti. Il provvedimento è finalizzato anche alla formale individuazione di livelli essenziali delle prestazioni per gli anziani non autosufficienti. I principi fondamentali della riforma sono quelli della semplificazione dell’accesso mediante punti unici di accesso sociosanitario, dell’individuazione di modalità di riconoscimento della non autosufficienza basate sul bisogno assistenziale, di un assessment multidimensionale, della definizione di un progetto individualizzato che individui e finanzi i sostegni necessari in maniera integrata, favorendo la permanenza a domicilio, nell’ottica della deistituzionalizzazione. Agli stessi fini, saranno potenziate le infrastrutture tecnologiche del sistema informativo della non autosufficienza.

 

Il PNRR non prevede finanziamenti diretti ed espliciti a supporto delle tre leggi di riforma ma non vi è dubbio che le azioni contemplate nel Piano siano spesso complementari o di supporto all’attuazione delle leggi strategiche di settore che appaiono comunque di grande interesse per le grandi potenzialità di innovazione e completamento del sistema di welfare italiano.

 

Gli investimenti

Gli investimenti di interesse per il settore sociale sono distribuiti in tre diverse “Missioni” del PNRR anche se la gran parte degli interventi sono previsti nella Missione 5 “ Inclusione e coesioni”. Vediamoli tutti.

 

Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo”

In questa missione sono previsti due interventi di interesse sociale.

Il primo è un intervento “formativo” per le fasce della popolazione a maggior rischio di subire le conseguenze del digital divide. Tra queste fasce vi è sicuramente quella degli anziani che nel periodo della pandemia ha sicuramente migliorato la capacità di utilizzare una serie di strumenti informatici ma che in generale è in grande ritardo quanto a dimestichezza nell’uso di questi strumenti. In questo progetto si prevede il reclutamento di diverse migliaia di giovani (Servizio Civile Digitale) che aiutino circa un milione di utenti ad acquisire competenze digitali di base (Cfr. Tab. 2) ed è previsto che iniziative di formazione di questo tipo vengano promosse da enti no profit e volontari. Il 12 maggio 2021 è stato già pubblicato l’avviso pubblico che consentirà agli Enti iscritti all’Albo del Servizio Civile Universale di presentare programmi di intervento che permetteranno a migliaia di cittadini di ricevere supporto e formazione nell’utilizzo delle tecnologie, con il coinvolgimento dei giovani operatori volontari. Questa iniziativa entra pertanto a pieno titolo fra i progetti per il sociale perché senza l’acquisizione di una serie di competenze digitali il rischio di esclusione sociale soprattutto per gli anziani con problemi di mobilità o non autosufficienti aumentano enormemente.

Il secondo progetto va a beneficio dei disabili e di tutti coloro che hanno difficoltà di fruizione e di accesso ai musei o ad altri istituti similari perché interviene nell’abbattimento delle barriere senso-percettive architettoniche, culturali e cognitive in varie istituzioni culturali con un finanziamento di 300 milioni di euro. Da segnalare che, fra l’altro, si intende organizzare attività di formazione per il personale amministrativo e per gli operatori culturali, promuovendo la cultura dell’accessibilità e sviluppando competenze sui relativi aspetti legali, di accoglienza, mediazione culturale e promozione (2% delle risorse).

L’investimento è costituito da quattro componenti:

  1. Elaborazione di un piano strategico per l’eliminazione delle barriere architettoniche sensoriali, culturali e cognitive (PEBA) nei siti culturali (circa il 2% delle risorse);
  2. Progettazione e attuazione di interventi volti a rimuovere le stesse barriere (circa l’85% delle risorse);
  3. Creazione di un sistema informativo per fornire informazioni circa l’accessibilità dei luoghi culturali (circa l’11% delle risorse);
  4. Programma di sviluppo delle capacità, formazione dei professionisti del patrimonio culturale all’uso e all’attuazione efficace delle misure adottate (circa il 2% delle risorse).

L’obiettivo è di realizzare entro giugno 2026 almeno 600 interventi di miglioramento dell’accessibilità fisica e cognitiva nei luoghi di cultura completati (352 tra musei, monumenti, aree archeologiche e parchi, 129 archivi, 46 biblioteche e 90 siti culturali non statali. Il 37% al Sud) (Cfr. Tab. 2).

 

Tab. 2 – Interventi per il sociale nella Missione 1 del PNRR
INVESTIMENTO

RISORSE

(mln)

OBIETTIVO DELL’INTERVENTO ULTERIORI ELEMENTI
Competenze digitali di base (M1-C1-I.1.7)

200

 

L’investimento mira a supportare le fasce della popolazione a maggior rischio di subire le conseguenze del digital divide. Si vuole rafforzare il network territoriale di supporto digitale e il Servizio Civile Digitale, attraverso il reclutamento di diverse migliaia di giovani che aiutino circa un milione di utenti ad acquisire competenze digitali di base.

La diffusione dei centri di facilitazione digitale si baserà sulla percentuale di popolazione che non possiede ancora competenze digitali di base.

 

Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura (M1- C3-I.1.2)

300

 

Oltre che rimuovere le barriere senso-percettive architettoniche, culturali e cognitive in varie istituzioni culturali, si intende organizzare attività di formazione per il personale amministrativo e per gli operatori culturali, promuovendo la cultura dell’accessibilità e sviluppando competenze sui relativi aspetti legali, di accoglienza, mediazione culturale e promozione.

L’investimento è destinato principalmente (per circa € 282 mln) a siti culturali statali e, per una quota minore (€ 18 mln), a musei

regionali, provinciali, civici o privati, gestiti da enti pubblici o organizzazioni senza scopo di lucro. L’individuazione delle istituzioni non statali sarà effettuata mediante bandi di gara.

Fonte: nostra elaborazione dal PNRR

 

Missione 4 “Istruzione e ricerca”

Con il progetto sugli asili nido contenuto nella Missione 4 “Istruzione e ricerca” il PNRR persegue la costruzione, riqualificazione e messa in sicurezza degli asili e delle scuole dell’infanzia al fine di migliorare l’offerta educativa sin dalla prima infanzia e offrire un concreto aiuto alle famiglie, incoraggiando la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la conciliazione tra vita familiare e professionale. La misura consentirà la creazione di circa 228.000 posti 0-6 anni di cui 152.000 negli asili nido (Cfr. Tab. 3). Se si pensa che nell’anno scolastico 2017/18, i posti autorizzati al funzionamento risultavano 354.641, il PNRR prevede in 5 anni un aumento del 43%. Un balzo notevolissimo che permetterà all’Italia di raggiungere e superare l’obiettivo della conferenza di Lisbona di almeno il 33% dei posti per i bambini 0-2 anni.

 

Tab. 3 – Interventi per il sociale nella Missione 4 del PNRR
INVESTIMENTO

RISORSE

(mln)

OBIETTIVO DELL’INTERVENTO ULTERIORI ELEMENTI
Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia (M4-C1-I.1.1)

4.600

 

Si intende costruire, riqualificare e mettere in sicurezza asili nido e scuole dell’infanzia. La misura consente la creazione di circa 228.000 posti.

Si stima che, degli stessi, 152.000 riguarderanno i bambini della fascia 0-2 anni e 76.000 i bambini della fascia 3-6 anni.

 1.300 mln sono già disponibili nel biennio 2021-2022.

Entro giugno 2023: Adozione del Piano.

 

 

Missione 5 “Inclusione e coesione”

Investimento: Servizio Civile Universale

L’obiettivo del progetto è di potenziare il Servizio Civile Universale, stabilizzando il numero di operatori volontari e promuovendo l’acquisizione di competenze chiave per l’apprendimento permanente.

Gli obiettivi specifici del progetto sono i seguenti: disporre di un numero più elevato di giovani che, attraverso il Servizio Civile, compiano un percorso di apprendimento non formale, attraverso il quale accrescano le proprie conoscenze e competenze e siano meglio orientati rispetto allo sviluppo della propria vita professionale; diffondere il valore e l’esperienza della cittadinanza attiva dei giovani come strumento di inclusione e coesione sociale; promuovere, attraverso i progetti in cui operano i volontari, interventi di valenza sociale più efficaci sui territori, anche intercettando la dimensione della transizione al verde e al digitale; realizzare i servizi a favore delle comunità per rendere il Paese più resiliente, ma anche per attenuare l’impatto sociale ed economico della crisi.

Questo intervento, che dispone di un ammontare complessivo di 650 milioni di euro per il periodo 2021-2023 e che è riconosciuto dalla legislazione italiana come strumento di apprendimento non formale dei giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni.

 

Investimento: Sostegno alle persone vulnerabili

L’investimento della Missione 5 sulla “Coesione e inclusione” , relativo al sostengo alle persone vulnerabili (M5-C2.1-I.1.1) prevede una partenza a razzo con l’approvazione entro settembre 2021 del Piano operativo con la definizione dei requisiti dei progetti che potranno essere presentati dagli enti locali, con riferimento a quattro tipologie di interventi:

  1. interventi di 18-24 mesi finalizzati a sostenere le capacità genitoriali e a supportare le famiglie e i bambini in condizioni di vulnerabilità, per un totale di risorse pari a 84,6 milioni;
  2. intervento rivolto agli anziani non autosufficienti finalizzato alla riconversione delle RSA in gruppi di appartamenti dotati dei servizi necessari alla permanenza in sicurezza degli anziani, oppure realizzare reti di sostegno per mantenere a casa gli anziani, a cui sono dedicate risorse pari a 307,5 milioni;
  3. interventi per rafforzare i servizi sociali a domicilio necessari a garantire la dimissione ospedaliera anticipata e a prevenire i ricoveri in ospedale, a cui sono finalizzati 66 milioni (a supporto dell’ADI);
  4. interventi per rafforzare i servizi sociali attraverso l’introduzione di meccanismi di condivisione e supervisione per gli assistenti sociali, di cui si intende rafforzare la presenza e sostenere il ruolo, per un valore pari a 42 milioni (Cfr. Tab.4).

La linea di attività più corposa di questo investimento (oltre 300 milioni) è finalizzata a finanziare la riconversione delle RSA e delle case di riposo per gli anziani in gruppi di appartamenti autonomi, dotati delle attrezzature necessarie e dei servizi attualmente presenti nel contesto istituzionalizzato. Questa parte del PNRR è stata equivocata perché non si è illustrata anche un’altra ipotesi sempre prevista dal PNRR di possibile utilizzo di questi fondi. Peraltro se fosse prevista solo questa ipotesi sarebbe sbagliata perché in Italia il nodo non è la riconversione dei presidi residenziali per anziani – che sono notoriamente pochissimi per gli anziani non autosufficienti rispetto al resto d’Europa – ma la mancanza di strutture alternative per chi può vivere al domicilio con un supporto adeguato. In realtà il PNRR prevede anche l’ipotesi che gli Ambiti sociali territoriali possano proporre progetti con la creazione di reti assistenziali che servano gruppi di appartamenti, assicurando loro i servizi necessari alla permanenza in sicurezza della persona anziana sul proprio territorio, a partire dai servizi domiciliari. In un caso e nell’altro, l’obiettivo è di assicurare la massima autonomia e indipendenza della persona in un contesto nel quale avviene una esplicita presa in carico da parte dei servizi sociali e vengono assicurati i relativi sostegni. Elementi di domotica, telemedicina e monitoraggio a distanza permetteranno di aumentare l’efficacia dell’intervento, affiancato da servizi di presa in carico e rafforzamento della domiciliarità, nell’ottica multidisciplinare, in particolare con riferimento all’integrazione sociosanitaria e di attenzione alle esigenze della singola persona.

L’investimento relativo al sostegno delle persone vulnerabili prevede anche un provvedimento molto atteso per rafforzare i servizi sociali e prevenire il burn out tra gli assistenti sociali. Infatti, il ruolo del personale dei servizi sociali, la qualità dei servizi richiesti e l’elevato numero di situazioni difficili da affrontare possono causare alti livelli di stress e burn out degli operatori. Al fine di garantire il mantenimento di un elevato livello qualitativo dei servizi e una forte efficacia dei servizi sociali, appare necessario attuare attività volte a supportare gli operatori sociali e a rafforzarne la professionalità e condivisione delle competenze, principalmente attraverso l’introduzione di meccanismi di condivisione e supervisione per gli assistenti sociali. L’intervento è finanziato con uno stanziamento di 42 milioni.

 

Investimento: Percorsi di autonomia per persone con disabilità

L’investimento ha l’obiettivo di accelerare il processo di deistituzionalizzazione, fornendo servizi sociali e sanitari di comunità e domiciliari al fine di migliorare l’autonomia delle persone con disabilità.

Il progetto sarà realizzato dai Comuni, singoli o in associazione (Ambiti sociali territoriali), coordinati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e in collaborazione con le Regioni, al fine di migliorare la capacità e l’efficacia dei servizi di assistenza sociale personalizzati, focalizzati sui bisogni specifici delle persone disabili e vulnerabili e delle loro famiglie.

Gli interventi saranno centrati sull’aumento dei servizi di assistenza domiciliare e sul supporto delle persone con disabilità per consentire loro di raggiungere una maggiore qualità della vita rinnovando gli spazi domestici in base alle loro esigenze specifiche, sviluppando soluzioni domestiche e trovando nuove aree anche tramite l’assegnazione di proprietà immobiliari confiscate alle organizzazioni criminali. Inoltre, l’investimento fornirà alle persone disabili e vulnerabili dispositivi ICT e supporto per sviluppare competenze digitali, al fine di garantire loro l’indipendenza economica e la riduzione delle barriere di accesso al mercato del lavoro attraverso soluzioni di smart working. Il finanziamento è di 500 milioni di euro (Cfr. Tab. 4).

 

Investimento: Housing temporaneo e stazioni di posta

L’obiettivo dell’investimento è quello di aiutare le persone senza dimora ad accedere ad una sistemazione temporanea, in appartamenti per piccoli gruppi o famiglie, altresì offrendo servizi integrati volti a promuovere l’autonomia e l’integrazione sociale.

L’investimento si articola in due categorie di interventi:

  1. Housing temporaneo, in cui i Comuni, singoli o in associazione, metteranno a disposizione appartamenti per singoli, piccoli gruppi o famiglie fino a 24 mesi e attiveranno progetti personalizzati per singola persona/famiglia al fine di attuare programmi di sviluppo della crescita personale e aiutarli a raggiungere un maggiore grado di autonomia. All’intervento sono stati destinati 177,5 milioni;
  2. Stazioni di posta, ovvero centri che offriranno, oltre a un’accoglienza notturna limitata, ulteriori servizi quali servizi sanitari, ristorazione, orientamento al lavoro, distribuzione di beni alimentarli ecc. L’intervento è finanziato con 272,5 milioni.

Nelle attività saranno coinvolte le associazioni di volontariato, specializzate nei servizi sociali, attraverso una stretta collaborazione con le pubbliche amministrazioni. Inoltre, il progetto prevede azioni incentrate sull’inserimento lavorativo, con il supporto anche dei Centri per l’Impiego, con lo scopo di raggiungere una più ampia inclusione sociale.

 

Investimento: Progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale

L’investimento è finalizzato a fornire ai Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti contributi per investimenti nella rigenerazione urbana, al fine di ridurre le situazioni di emarginazione e degrado sociale nonché di migliorare la qualità del decoro urbano oltre che del contesto sociale e ambientale.

L’investimento può riguardare diverse tipologie di azione, quali: manutenzione per il riutilizzo e la rifunzionalizzazione di aree pubbliche e strutture edilizie pubbliche esistenti a fini di pubblico interesse, compresa la demolizione di opere abusive eseguite da privati in assenza o totale difformità dal permesso di costruzione e la sistemazione delle aree di pertinenza; miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche attraverso la ristrutturazione edilizia di edifici pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo di servizi sociali e culturali, educativi e didattici, o alla promozione di attività culturali e sportive; interventi per la mobilità sostenibile. Finanziamento 3,30 miliardi.

L’obiettivo è la concessione nel primo trimestre del 2022 di contributi ad almeno 300 comuni con più di 15 mila abitanti mentre entro il secondo trimestre del 2026 è previsto il completamento degli interventi che riguardino un’area di almeno un 1 milioni di mq. da parte di almeno 330 comuni.

In questo caso giova sottolineare che solo una parte delle risorse previste in questo investimento saranno destinate al settore sociale ed educativo; molto dipenderà dalle proposte progettuali che verranno presentate dai comuni e da eventuali regole che verranno stabilite a livello centrale sulla ripartizione dei finanziamenti ma è comunque opportuno segnalare anche questi finanziamenti per l’area sociale.

 

Investimento: Potenziamento servizi e infrastrutture sociali di comunità nelle aree interne

Le Aree Interne costituiscono circa tre quinti dell’intero territorio nazionale. Per il rilancio e la valorizzazione delle Aree Interne è necessario sostenere investimenti che innalzino l’attrattività di questi luoghi, invertendo i trend di declino che le colpiscono (infrastrutturali, demografici, economici), e facilitino meccanismi di sviluppo. Il supporto del PNRR si articola in due linee di intervento, una delle quali interviene nel settore sociale. Si tratta del progetto relativo al “Potenziamento servizi e infrastrutture sociali di comunità” che mira ad agevolare la soluzione a problemi di disagio e fragilità sociale, mediante l’intensificazione dell’erogazione di servizi (agli anziani, ai giovani in difficoltà, servizi di natura socioassistenziale, etc.), anche facilitando l’accessibilità ai territori e i collegamenti con i centri urbani.

I progetti possono riguardare: servizi di assistenza domiciliare per anziani; infermiere e ostetriche di comunità; potenziamento di piccoli ospedali senza pronto soccorso o alcuni servizi di base (es. radiologia, cardiologia, ginecologia) e ambulatoriali; infrastrutture per l’elisoccorso; rafforzamento centri per disabili; centri di consulenza, centri culturali, sportivi e per l’accoglienza di migranti.

L’attuazione prevede l’incremento dei fondi sotto forma di trasferimenti destinati alle autorità locali per la realizzazione d’infrastrutture sociali che possano servire ad incrementare l’erogazione di servizi sul territorio. Il finanziamento previsto è pari a 725 milioni (di cui 500 milioni per i comuni delle aree interne e 225 milioni per i comuni del Mezzogiorno) (Cfr. Tab. 4).

 

Investimento: Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore

La misura intende contrastare la povertà educativa delle Regioni del Sud attraverso il potenziamento dei servizi socioeducativi a favore dei minori, finanziando iniziative del Terzo Settore, con specifico riferimento ai servizi assistenziali nella fascia 0-6 anni e a quelli di contrasto alla dispersione scolastica e di miglioramento dell’offerta educativa nella fascia 5-10 e 11-17.

La misura intende attivare specifiche progettualità condotte da enti del Terzo Settore (fino a 2.000) finalizzate a coinvolgere fino a 50.000 minori che versano in situazione di disagio o a rischio devianza. Sono disponibili 220 milioni di euro (Cfr. Tab. 4).

 

Tab. 4 – Interventi per il sociale nella Missione 5 del PNRR
INVESTIMENTO

RISORSE

(mln)

OBIETTIVO DELL’INTERVENTO ULTERIORI ELEMENTI
Servizio civile universale (M5C1.2)

650

 

Potenziare il Servizio Civile Universale, stabilizzando il numero di operatori volontari e promuovendo l’acquisizione di competenze chiave per l’apprendimento permanente.

La partecipazione di almeno 135.000

persone in più nel triennio 2021-2023

Il progetto ha una durata di tre anni, Progetto operativo

immediatamente, non appena saranno stabilite le risorse da

assegnare.

Ulteriori 300 mln di euro dal Fondo nazionale per il Servizio civile.

Sostegno alle persone vulnerabili e prevenzione dell’istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti (M5-C2.1-I.1.1)

500

 

L’investimento si articola in quattro categorie di interventi:

i) interventi finalizzati a sostenere le capacità genitoriali e a supportare le famiglie e i bambini in condizioni di vulnerabilità, (84,6 milioni);

ii) intervento rivolto agli anziani non autosufficienti finalizzato alla riconversione delle RSA in gruppi di

appartamenti, oppure realizzare reti di sostegno per mantenere a casa gli anziani (307,5 milioni);

iii) interventi per rafforzare i servizi sociali a domicilio necessari a garantire la dimissione ospedaliera anticipata e a prevenire i ricoveri in ospedale (66 milioni);

iv) l’introduzione di meccanismi di condivisione e supervisione per gli assistenti sociali (42 milioni).

Nel terzo trimestre del 2021, è prevista l’approvazione del Piano operativo con la definizione dei requisiti dei progetti che potranno essere presentati dagli enti locali, con riferimento alle quattro tipologie di interventi.

Nel primo trimestre del 2026, si prevede che almeno l’85% dei distretti sociali (attualmente circa 600) abbia completato uno degli interventi.

Progetti attuati dal Ministero del lavoro con bandi non competitivi rivolti ai comuni singoli o in associazione.

Percorsi di autonomia per persone con disabilità  (M5-C2.1-I.1.2)

500

 

Dirette beneficiarie dell’investimento sono le persone con disabilità. L’investimento ha l’obiettivo di accelerare il processo di autonomia, e conseguentemente di deistituzionalizzazione, delle persone disabili, fornendo servizi sociali e socio-sanitari domiciliari (individualizzati) e di comunità.

Gli interventi sono realizzati dai Comuni, singoli o in associazione (Ambiti sociali territoriali), coordinati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con le Regioni.

 

Housing temporaneo e stazioni di posta (M5-C2.1-I.1.3)

450

 

L’investimento, rivolto alle persone senza dimora, si articola in due categorie di interventi:

(i) Housing temporaneo, con la messa a disposizione, da parte dei Comuni, di appartamenti per singoli/piccoli gruppi/famiglie con attivazione di progetti personalizzati (177,5 milioni);

(ii) Stazioni di posta, con offerta di accoglienza notturna e servizi, quali: servizi sanitari, ristorazione, orientamento al lavoro e distribuzione di beni alimentari (272,5 milioni).

Il periodo di attuazione è stimato dal 2021 al 2026.
Investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale (M5-C2.2.1) 3.300 L’investimento è finalizzato a fornire ai Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti contributi per investimenti nella rigenerazione urbana, al fine di ridurre le situazioni di emarginazione e degrado sociale nonché di migliorare la qualità del decoro urbano oltre che del contesto sociale e ambientale. Possibili interventi di miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche attraverso la ristrutturazione edilizia di edifici pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo di servizi sociali e culturali, educativi e didattici.
Strategia nazionale per le aree interne (M5-C3-I.1)

725

 

Potenziamento servizi e infrastrutture sociali di comunità. L’intervento è rivolto al disagio e alla fragilità sociale, si prevede l’intensificazione dell’erogazione di servizi (agli anziani, ai giovani in difficoltà, servizi di natura socioassistenziale, etc.), anche facilitando l’accessibilità ai territori e i collegamenti con i centri urbani.

Dei 725 milioni previsti per il potenziamento dei servizi di

comunità, 500 milioni sono destinati ai comuni delle aree

interne e 225 milioni ai comuni del Mezzogiorno.

L’intervento sarà realizzato tra il 2023 e il 2026.

Valorizzazione dei beni confiscati alle mafie (M5-C3-I.2)

300

 

La misura prevede la riqualificazione e valorizzazione di almeno 200 beni

confiscati alla criminalità organizzata per il potenziamento del social housing, la rigenerazione urbana e il

rafforzamento dei servizi pubblici di prossimità, il potenziamento dei servizi socio-culturali a favore delle

giovani e l’aumento delle opportunità di lavoro.

L’elenco dei beni è disponibile sul sito web

https://www.benisequestraticonfiscati.it/.

Nelle Marche solo 3 di cui 2 aziende attive ed una cessata del settore alloggio e ristorazione. Bandi, in parte, già attivi.

Interventi socioeducativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore (M5-C3-I.3) 220 La misura intende contrastare la povertà educativa delle Regioni del Sud attraverso il potenziamento dei servizi socioeducativi a favore dei minori, finanziando iniziative del Terzo Settore, con specifico riferimento ai servizi assistenziali nella fascia 0-6 anni e a quelli di contrasto alla dispersione scolastica e di miglioramento dell’offerta educativa nella fascia 5-10 e 11-17.

Il progetto, affidato all’Agenzia per la coesione territoriale, sarà attivato mediante avvisi pubblici annuali, di 50 milioni ciascuno e uno di 20 milioni.

La misura è già stata attivata con risorse nazionali: il primo avviso pubblico si è concluso il 1º febbraio 2021 e sono state presentate 648 domande.

Fonte: nostra elaborazione dati PNRR.

 

I finanziamenti complessivi per il sociale

I finanziamenti complessivi del PNRR per il settore sociale, distribuiti in tre diverse “missioni”, ammontano a 11.725 milioni.

Occorre però tener conto che non tutte le risorse indicate saranno totalmente destinate al settore sociale dato che i progetti di rigenerazione urbana, gli interventi per le aree interne e quelli di valorizzazione dei beni confiscati alle mafie per complessivi 4.325 milioni possono essere dedicati anche ad altri settori, per cui le risorse complessive per il settore sociale, a consuntivo, saranno inferiori a quelle quantificate nella Tab. 5.

 

Tab. 5 – I finanziamenti complessivi del PNRR per il settore sociale
INVESTIMENTO RISORSE (in mln euro) Tipologia finanziamento
Potenziamento servizio civile universale (M5C1.2) 650 Sovvenzioni
Competenze digitali di base (M1-C1-I.1.7)

200

 

Sovvenzioni

Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche archivi per consentire un più ampio accesso e

Partecipazione alla cultura (M1- C3-I.1.2)

300

 

attribuiti a fondo

perduto

Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e

cura per la prima infanzia (M4-C1-I.1.1)

4.600

 

attribuiti a fondo

perduto

Sostegno alle persone vulnerabili e prevenzione dell’istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti

(M5-C2.1-I.1.1)

500

 

Sovvenzioni
Percorsi di autonomia per persone con disabilità (M5- C2.1-I.1.2) 500 Sovvenzioni

Housing temporaneo e stazioni di posta

(M5-C2.1-I.1.3)

450

 

Sovvenzioni
Progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale (M5-C2.2.1) 3.300 Prestiti

Strategia nazionale per le aree interne

(M5-C3-I.1)

725

 

Sovvenzioni

 

Valorizzazione dei beni confiscati alle

Mafie (M5-C3-I.2)

300

 

Sovvenzioni
Interventi socioeducativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore (M5-C3-I.3) 220 Sovvenzioni
TOTALE 11.725  

Fonte: nostra elaborazione su dati PNRR

 

A queste risorse si dovrebbero aggiungere quelle del REACT-EU per ulteriori per 380 milioni.

Il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU) è un fondo europeo concepito in un’ottica di breve termine per aiutare i paesi nella fase iniziale di rilancio delle economie. Per il settore sociale italiano sono destinati 380 milioni gestite a livello nazionale attraverso lo strumento dei Piani Operativi Nazionali (PON).

Con i fondi REACT EU che si aggiungono a quelli del PNNR, nel periodo 2020-2022 (con interventi da realizzare entro il 2023) vengono stanziati 380 milioni, per finanziare:

  • Iniziative per l’inclusione sociale nelle città metropolitane : si tratta di interventi di inclusione e rivitalizzazione sociale e occupazionale finanziati per 100 milioni di euro che saranno utilizzati con il PON Metro.
  • Rifinanziamento FEAD: 280 milioni (di cui 120 al Sud) per sostenere le persone in condizioni di povertà e deprivazione, che vanno a finanziare ulteriormente il Programma nazionale FEAD (Fondo europeo per gli aiuti agli indigenti) e il Programma Nazionale Inclusione. Nel dettaglio, 190 milioni di euro saranno riservati all’incremento della distribuzione di aiuti alimentari e 90 milioni a rafforzare la rete di servizi locali rivolti alle persone senza dimora e/o in condizioni di marginalità estrema.

 

Qualche valutazione

Il PNRR prevede per il settore sociale una piattaforma riformatrice di straordinaria importanza (politiche familiari, non autosufficienza e disabilità) ed una serie di investimenti di dimensione significativa.

Le due parti del PNRR (riforme e investimenti) sono strettamente legate in un rapporto di complementarietà ma le azioni finanziate non costituiscono parti integranti ed organiche delle riforme previste. Il PNRR questo lavoro di legare in modo diretto le riforme agli investimenti non lo fa sottoponendo a qualche rischio di efficacia e di estemporaneità gli interventi previsti che invece dovrebbero essere convergenti ed integrati. Questa carenza si può comunque ancora recuperare se le due parti del PNRR vengono tenute insieme e gestite con una sorta di governance multilivello che veda coinvolto il governo, le regioni e gli enti locali al fine di orientare in modo unitario le diverse azioni. A livello locale, la governance deve veder coinvolto anche il terzo settore.

 

L’altro elemento che su cui vorrei attrarre l’attenzione è sui tempi di attuazione degli investimenti previsti. Pensiamo, per fare degli esempi, ai nuovi asili nido da realizzare o a qualunque altra struttura presente all’interno del progetto di “Rigenerazione urbana”. L’Italia non brilla per velocità realizzativa delle opere pubbliche e difficilmente le tempistiche cambieranno di molto nei prossimi anni. Nella attuale situazione, pertanto, i tempi indicati per la realizzazione delle diverse opere sono molto stretti e sarà possibile riuscire ad accedere ai finanziamenti e realizzarli per tempo solo se gli enti che dovranno attuarli – regioni e comuni – comincino a lavorarci sin da adesso. Occorre studiare le varie opportunità offerte dal Piano, pianificare gli interventi e cominciare a progettarli. Questo vale soprattutto per i Comuni. La fase della progettazione richiede tempo e chi è attrezzato su questo fronte potrà accedere prima di altri ai finanziamenti ed avrà la possibilità di realizzare le opere entro i tempi previsti.

Su questi due aspetti siamo ancora in ritardo e, pertanto, occorre fare un grande lavoro per aumentare la conoscenza e la consapevolezza circa le opportunità e le modalità di governo più opportune del sistema di welfare previsto dal PNRR.

Commenti

Vedo il rischio di scollegamento delle politiche nelle diverse aree, anche per le diverse dinamiche organizzative degli attori coinvolti, soprattutto in relazione all’integrazione sociosanitaria che in molte regioni (come il Lazio ad esempio) non è pienamente attuata.
Inoltre molti obiettivi sono già realtà in molti contesti locali, ma hanno altre denominazioni (diverse in ogni Regione), per cui se questo vorrà dire finanziare di più le buone pratiche già avviate (cambiandogli nome) va pure bene, ma non è detto che questo avvenga e ci sarà bisogno di un forte coordinamento a livello nazionale (ma questo si scontra un po’ con il Titolo V…)
Vedrei bene un’Agenzia Nazionale per l’attuazione del PNRR nel settore sociale e sanitario promossa dal Ministero, che monitori e coordini tutte le iniziative, mettendole in rete.
da sciogliere nel 2026-27, al rendiconto della progettazione.

Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.