Politiche e governo del welfare

Messaggi utili dal nuovo Piano Nazionale

Su risorse e servizi nuove prospettive da considerare per i prossimi piani di zona

Questo articolo è stato pubblicato anche su lombardiasociale.it

 

In piena estate è stato approvato dalla Rete nazionale per la protezione e l’inclusione sociale il testo del nuovo Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali, di recente sancito da intesa anche in Conferenza unificata: un insieme di indirizzi di riferimento per Regioni, Ambiti e Comuni nell’orientare la declinazione dei sistemi di welfare locali. Si tratta di un documento particolarmente rilevante per gli ambiti lombardi, che proprio in questi mesi sono impegnati a definire le linee programmatorie per il prossimo triennio. Una cornice di riferimento, da cui non è possibile prescindere.

 

Le future risorse per il welfare sociale

Si tratta di un piano unico e modulare, che oggi si compone della parte nazionale e di quella specifica sul contrasto alla povertà e che sarà poi completato con l’aggiornamento del piano per la non autosufficienza. Nella parte iniziale, in cui viene ricostruita la fotografia nazionale del sistema di welfare, si riportano alcune informazioni rilevanti.

 

Sebbene la spesa sociale complessiva italiana, negli ultimi anni, abbia vissuto un incremento tale da portare la sua percentuale in rapporto al PIL a livello della media dei paesi europei, la spesa locale per il welfare continua ad essere nettamente inferiore oltre che, storicamente, disomogenea (dai 200 euro pro- capite del Trentino Alto Adige ai 22 della Calabria). Una situazione che detta l’agenda per i prossimi anni, che saranno caratterizzati da una sensibile crescita delle risorse e, soprattutto, da una loro stabilizzazione. Il piano infatti, indica per la prima volta, la natura strutturale dei principali finanziamenti al sociale “appostati automaticamente a bilancio” e che permetteranno “certezza di risorse e una programmazione effettiva degli interventi”.

Complessivamente, per i prossimi anni, si potrà contare su una spesa per i servizi e gli interventi di oltre 2 miliardi, a cui si somma un incremento ancora superiore dei trasferimenti monetari diretti, in riferimento principalmente, al Reddito di Cittadinanza e al nuovo assegno unico. Oltre ai fondi ormai tradizionali (FNPS, Fondo Povertà…) si aggiungono quelli di derivazione europea:

  • PON Inclusione e FEAD, che saranno convogliati in un unico fondo, di dotazione superiore agli stanziamenti precedenti. La notizia dunque è che continueranno ad esserci risorse a favore di obiettivi legati all’inclusione e quelle orientate al sostegno alimentare;
  • REACT-EU, un fondo di oltre 280 milioni, che in parte andrà a finanziare il pronto intervento sociale e, ancora, il sostegno alimentare;
  • POC inclusione, che andrà in parte a sostenere anch’esso il pronto intervento sociale, unitamente a progetti a favore del protagonismo dei ragazzi/e adolescenti e il consolidamento dei rapporti scuola-territorio (estensione del progetto Get UP).
  • PNRR da cui verranno veicolate risorse per la supervisione, per le dimissioni protette, per il programma P.I.P.P.I. e a sostegno dell’housing first.

 

La programmazione al centro

Il Piano specifica poi che i fondi citati “per la massima parte saranno destinati alla realizzazione di interventi attuati prevalentemente dagli ambiti sociali territoriali”, assegnando alla dimensione sovracomunale e ai dispositivi di integrazione degli interventi e servizi sociali (Assemblee dei sindaci, Uffici di piano, Organi di rappresentanza del terzo settore…) un ruolo decisivo per il prossimo futuro.

Tra l’altro, dato non meno rilevante, il Piano indica l’orientamento verso una programmazione pluriennale dei fondi sociali nazionali “che superi le programmazioni annuali, che consenta a Regioni e Ambiti di avere compiutezza delle risorse su un orizzonte tendenzialmente triennale”, richiamando nuovamente il fattore della stabilizzazione dei fondi a garanzia di tale orientamento.

Un contesto ed una prospettiva estremamente favorevoli per la programmazione zonale, per la quale sembrano garantirsi risorse inedite e il riconoscimento pieno di “unità minima” di riferimento (l’ambito zonale).

 

Livelli essenziali e potenziamenti

Il nuovo Piano segna poi un deciso passo avanti rispetto alla definizione di LEPS – livelli essenziali delle prestazioni sociali – che, seppur previsti sin dalla legge quadro 328, non avevano – se non di recente – ancora generato un passaggio dalla “genericità all’operatività”. L’approccio che si propone è tuttavia graduale, introducendo anche obiettivi intermedi di potenziamento che non definiscono specifiche soglie.

In tema di LEPS, per il 2021 l’impegno è stato preso sulla dotazione di assistenti sociali per raggiungere lo standard di 1 a.s. ogni 5.000 abitanti, migliorato anche dall’obiettivo di servizio di 1 a 4.000 abitanti e per cui la scorsa legge di bilancio ha stanziato specifiche risorse ad incentivo (si veda un precedente articolo sul tema).

A questo il nuovo Piano ne aggiunge di nuovi, alcuni con standard puntuali da garantire, altri declinati in maniera più generica. Riprendiamo qui una tabella sintetica con alcune informazioni in merito alle principali prestazioni indicate, rimandando al dettaglio specifico contenuto nelle singole schede e ad un articolo specifico sulle prestazioni riferite al contrasto alla povertà.

 

INTERVENTO TIPOLOGIA E DETTAGLIO PRINCIPALI FONTI DI FINANZIAMENTO
Servizio sociale professionale LEPS: garanzia di un rapporto a.s. abitanti di 1:5000 Fondo povertà, FNPS, PON Inclusione, Fondo solidarietà comunale
Potenziamento professioni sociali POTENZIAMENTO: Possibilità di assunzione di altre figure professionali sociali, diverse dagli assistenti sociali. FNPS, Fondo Povertà, PON Inclusione, Fondo solidarietà comunale
Pronto intervento sociale

LEPS: in ogni territorio garantito un servizio PIS per le situazioni di emergenza, come integrazione del Servizio sociale nei giorni di chiusura, o come servizio specialistico ad hoc

SCHEDA 3.7.1

React, Fondo povertà, FNPS, PON Inclusione
Punti Unici di Accesso

POTENZIAMENTO: realizzato congiuntamente da Ambito e Azienda sanitaria, evoluzione dell’organizzazione del segretariato sociale e dello sportello sociale, garantisce accesso unificato alle prestazioni socioassistenziali e sociosanitarie.

SCHEDA 2.7.1

FNPS, FNA
Supervisione al personale dei servizi sociali

LEPS: direttamente o per il tramite dell’Ambito, garanzia di supervisione per assistenti sociali o operatori sociali che svolgano funzione di servizio sociale professionale. Livello minimo di 16h annue di gruppo, aggiuntive a momenti individuali. Durata minima di 2h, anche con modalità telematica. Indicato il costo massimo di riferimento. PNRR, FNPS

SCHEDA 2.7.2

PNRR, FNPS
Dimissioni protette

LEPS: Garanzia per il paziente in dimissioni protette di prestazioni sociali integrative e assistenza “tutelare” temporanea a domicilio. Unità di valutazione in ogni presidio ospedaliero.

Specifica per pazienti senza dimora, a cui garantire, in alternativa, presidio dentro l’ospedale, posti riservati in strutture di accoglienza, intervento sociosanitario presso un luogo di temporanea accoglienza.

SCHEDA 2.7.3

PNRR, FNPS, FNA
Prevenzione allontanamento famigliare

LEPS: estensione P.I.P.P.I, ovvero per famglie in situazioni di vulnerabilità con minori 0-17 e particolare focus su nuclei con minori 0-3, garanzia di – valutazioni appropriate; – équipe multidisciplinare; – progettazione di un piano di azione unitario con l’attivazione di supporti

SCHEDA 2.7.4

PNRR, Fondo povertà
Garanzia infanzia POTENZIAMENTO: evoluzione della sperimentazione pilota Child guarantee in collaborazione con Unicef. Apertura di opportunità progettuali sui temi della povertà educativa e minori in condizione di vulnerabilità PON Inclusione
Promozione rapporti scuola  territorio

POTENZIAMENTO: attivazione di progettualità per le scuole, in raccordo con i servizi sociali, rivolte ai ragazzi/ 14-18 anni funzionali a rispondere “a bisogni di ascolto, partecipazione sociale ed inclusione legati alla faticosa transizione verso l’età adulta e complicate dal covid”.

SCHEDA 2.7.5

FNPS, POC, Pon Inclusione

 

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