Migrazioni

Nel 2017 gli stranieri in Italia sono diminuiti

Nel 2017, gli stranieri presenti a vario titolo in Italia sono diminuiti. A questa conclusione si è giunti dopo una valutazione complessiva che ha tenuto conto di tutte le tipologie e cioè degli stranieri residenti, di quelli regolari ma non residenti, degli stranieri sbarcati ed infine anche degli irregolari. Vediamo i dati.

 

Gli stranieri residenti

Gli stranieri residenti sono 5.065.000 pari all’8,4% della popolazione (al 1/1/2018). Rispetto all’anno precedente sono aumentati solo di 17.972 unità. L’aumento degli stranieri è pari allo 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2017, la stessa variazione percentuale anche dell’anno precedente. Un dato straordinariamente contenuto che rasenta la stabilità.

Per interpretare correttamente questo dato occorre però tener conto degli stranieri residenti che hanno acquisito la cittadinanza italiana. L’Italia, all’interno dell’Unione Europea, nel 2015 ha registrato il maggior numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza (178.035), seguita da Regno Unito (118.000), Spagna (114.351), Francia (113.608) e Germania (110.128). La stessa tendenza, ma più intensa,  si è registrata nel 2016 con 201.591 stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana (Menonna, 2017). I dati italiani relativi all’acquisizione della cittadinanza sono costantemente in aumento per cui si presume che anche nel 2017 esse siano state almeno 200.000.

La quasi stabilità della presenza degli stranieri residenti in Italia non si deve dunque alla fine del flusso di stranieri che ricerca stabilità e radicamento nel territorio italiano ma piuttosto al fatto che circa 200.000 stranieri  diventando cittadini italiani vengono eliminati dal computo dei residenti stranieri. Questo significa che l’aumento effettivo degli stranieri che annualmente hanno richiesto la residenza in Italia è stato di circa 220.000 unità.

 

La quota percentuale degli stranieri residenti in Italia si colloca esattamente nella media dei paesi dell’Europa dei 15 (Cfr. Tab.1).

Tab. 1 – Stranieri residenti nei paesi dell’Europa dei 15. Anni 2015 e 2016.

Nazione

Stranieri residenti

1/1/2015

% di stranieri sul totale della popolazione

1/1/2015

Stranieri residenti

1/1/2016

% di stranieri sul totale della popolazione

1/1/2016

Lussemburgo 259.000 45,9 269.000 46,7
Austria 1.131.000 13,2 1.249.000 14,4
Irlanda 551.000 11,9 587.000 12,4
Belgio 1.300.000 11,6 1.327.000 11,7
Germania 7.540.000 9,3 8.652.000 10,5
Spagna 4.454.000 9,6 4.418.000 9,5
Regno Unito 5.422.000 8,4 5.641.000 8,6
Italia 5.014.000 8,2 5.026.000 8,3
Danimarca 422.000 7,5 463.000 8.1
Svezia 731.000 7,5 773.000 7,8
Grecia 822.000 7,6 798.000 7,4
Francia 4.356.000 6,6 4.409.000 6,6
Paesi Bassi 773.000 4,6 835.000 4,9
Finlandia 219.000 4,0 228.000 4,2
Portogallo 395.000 3,8 389.000 3,8

Fonte: nostra elaborazione su dati EurostatIl dato, piuttosto basso  della Francia (6,6%)  va letto considerando  che la normativa sulla cittadinanza ha reso possibile che 5,5 milioni di stranieri potessero acquisire la cittadinanza francese  e, quindi, non essere più considerati come stranieri..

 

Anche se  la percezione della popolazione italiana è diversa, la maggioranza degli stranieri residenti in Italia sono europei (52,4%) e soprattutto provenienti dall’Unione Europea (30,2%). La prima nazionalità presente nel territorio nazionale è infatti quella rumena (22,9%) seguita da quella albanese (9,3%). Il secondo continente per presenza è quello africano con il 20,6% di stranieri residenti in Italia trascinati soprattutto dalla comunità marocchina che con l’ 8,7% degli immigrati si colloca al terzo posto fra le nazionalità maggiormente presenti in Italia (Istat, 2017; Eurostat, 2018). Segue poi l’Asia con il 19,7% degli stranieri (la Cina è la nazionalità più frequente con il 5,4%) e l’America del sud con il 7,2% (il Perù ha la rappresentanza più folta).

 

 

Gli stranieri regolari ma non residenti

Gli stranieri regolari ma non residenti hanno un regolare permesso di soggiorno ma non sono iscritti all’anagrafe di nessun comune italiano. Sono stati stimati in 312.000 unità all’1/1/2017 (erano  472.039 nell’anno precedente) (Idos, 2017). Si tratta per circa due terzi di cittadini non comunitari con regolare permesso di soggiorno ma che non risultano iscritti in anagrafe, perché spesso in attesa del disbrigo delle pratiche del caso, che possono richiedere anche tempi significativi. Si stima che l’altro terzo sia costituito da cittadini comunitari non ancora iscritti per un probabile sfasamento temporale tra il trasferimento in Italia per un soggiorno superiore a tre mesi e la registrazione anagrafica (Idos, 2017).

Gli stranieri regolari ma non residenti del 2017 costituiscono uno dei valori più bassi degli ultimi 15 anni.  La loro presenza è costante ma con valori piuttosto variabili.

I migranti sbarcati e i  richiedenti asilo

Nel 2016 gli sbarchi sono stati 181.045 e i richiedenti asilo 123.600 mentre nel 2017 a fronte di 119.369 sbarchi le richieste di asilo sono state superiori arrivando a 130.119. Il dato di richiedenti asilo più elevato mai raggiunto in Italia. Non è comunque raro che le richieste di asilo superino gli sbarchi e gli arrivi. E’ successo altre 4 volte negli ultimi 10 anni. Probabilmente si accumulano le domande di persone giunte in annualità diverse.

Le norme italiane prevedono l’obbligo di iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo. Questi migranti ospitati nei centri di accoglienza o del circuito della rete SPRARLo SPRAR è il sistema nazionale di seconda accoglienza composto da una rete di enti locali che realizzano progetti di accoglienza integrata destinati a richiedenti protezione internazionale, rifugiati, titolari di protezione sussidiaria e umanitaria e minori stranieri non accompagnati. devono essere iscritti all’anagrafe della popolazione residente applicando l’istituto della convivenza anagrafica.  Il 2017 poi ha portato alcune novità. Il D.L. 13/2017  ha anche stabilito la cancellazione immediata dall’anagrafe della popolazione residente per i richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza a causa della revoca delle misure di accoglienza o dell’allontanamento ingiustificato. Questo significa che dobbiamo dare per scontato che il totale dei richiedenti asilo ospitati nelle diverse strutture di accoglienza sono computati nel totale degli stranieri residenti in Italia e che, in base alla più recente normativa, il sistema anagrafico italiano dovrebbe essere anche aggiornato sulle effettive presenze dei richiedenti asilo nel sistema di protezione.

Rimane da valutare come considerare quella quota di migranti che sbarca sulle coste italiane o che arriva attraverso altre vie e che non fa richiesta di asilo. In questi ultimi anni i migranti “economici” sbarcati che non presentano domanda di asilo sono in costante diminuzione in termini di  percentuale sul totale degli sbarchi,.  Il loro calcolo è però difficile dato che, come abbiamo visto, in molti casi il numero dei richiedenti asilo supera quello degli arrivi segno che possono anche esserci domande di asilo che provengono da soggetti arrivati in annualità precedenti o in altro modo. Per stimare la loro presenza si è scelto di calcolare la media annua della differenza fra il numero degli sbarchi e il numero delle richieste di asilo degli ultimi 10 anni.  Seguendo questo criterio si stima che, i migranti economici sbarcati nelle coste italiane siano stati mediamente 25.000Il numero dei migranti economici viene inoltre alimentato dai dinieghi delle domande di richiesta di asilo.. Per i migranti economici è previsto un percorso diverso dai richiedenti asilo che prevede anche il rimpatrio assistito ma nella realtà spesso se ne perdono le tracce.

 

Gli stranieri irregolari

La presenza straniera effettiva contempla poi diverse categorie di irregolari: titolari di permessi di soggiorno non più in corso di validità, persone venute in Italia in esenzione di visto (o il più spesso con visto turistico) e trattenutesi oltre il consentito, richiedenti asilo diniegati e inottemperanti all’ingiunzione di lasciare l’Italia, persone arrivate in Italia senza autorizzazione e trattenutesi anche se intimate di espulsione.

La Fondazione ISMU (2017) stima che al 1° gennaio 2017 la popolazione straniera irregolare, e cioè senza il possesso di un valido titolo di soggiorno, ammontava a 491.000 unità (contro i 435.000 dell’anno precedente).

Le stime annuali sulle presenze degli stranieri irregolari non hanno mai avuto un andamento lineare oscillando fra la stima minima di 250.000 irregolari del 2004 e di 651.000 del 2008. Si rileva però che negli ultimi tre anni il dato è costantemente aumentato.

 

Il totale degli stranieri in Italia

Nel complesso, nel 2017, gli stranieri presenti in Italia a vario titolo erano 5.898.000 (Cfr. Tab. 2), pari al 9,7% della popolazione complessiva residente. Gli stranieri sono  diminuiti di 78.067  unità rispetto all’anno precedente soprattutto a causa dell’andamento degli stranieri regolari ma non residenti e, in modo indiretto,  dell’aumentato numero di acquisizioni di cittadinanza da parte degli stranieri. La riduzione della presenza complessiva degli stranieri è stata dell’1,3% rispetto all’anno precedente.

 

Tab. 2 –  Il numero complessivo degli stranieri in Italia

Stranieri in Italia 2015 2016 2017
Stranieri residenti 5.026.153 5.047.028 5.065.000
Stranieri regolari ma non residenti* 407.000 472.039 312.000
Migranti sbarcati che non richiedono asilo (migranti economici) 27.000 22.000 30.000
Stranieri irregolari* 404.000 435.000 491.000
TOTALE 5.864.153 5.976.067 5.898.000

*dati stimati al 1° gennaio.

 

Il dato che ha maggiormente caratterizzato il 2017 è stato l’aumento record e senza precedenti del numero di richiedenti asilo e del numero di acquisizioni della cittadinanza italiana.  Stante però il più basso numero di sbarchi  che si è registrato nel 2017 e che prosegue nel 2018 il numero dei richiedenti asilo è destinato a ridursi nell’anno corrente.

In questo quadro, le criticità su cui occorrerà intervenire sembrano essere due:

  1. Una straordinaria e preoccupante divergenza fra i dati reali della presenza degli stranieri che è nella media dell’Europa dei 15 e che addirittura nel 2017 si riduce e per contro la percezione della popolazione che invece “sente” una crescita straordinaria ed incontrollata;
  2. Un numero troppo elevato ed in crescita di stranieri irregolari che non potendo accedere ad un lavoro regolare finiscono per alimentare  il lavoro nero (lavoro di cura, lavoro domestico, commercio, edilizia, agricoltura, ecc.) e la criminalità.

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