Povertà e disuguaglianze

Bozza di Decreto Legge di introduzione del Reddito di Cittadinanza

È attualmente in circolazione la bozza di Decreto Legge contenete le disposizioni relative all’introduzione del Reddito di Cittadinanza e agli interventi in materia pensionistica. Data la rilevanza e l’attualità del tema  pubblichiamo il testo, pur nella consapevolezza che nei prossimi giorni potrà subire modifiche anche significative. Dovrebbe partire dal 1° aprile la nuova misura che assorbirà progressivamente l’attuale Reddito di Inclusione e sarà erogata per un periodo di 18 mesi, eventualmente rinnovabili. Contributo economico abbastanza generoso, seppur diversificato tra proprietari di casa e nuclei in affitto. Molto prescrittiva la condizionalità prevista in caso di mancato rispetto degli impegni di attivazione e ammessi alla misura solo cittadini (italiani e stranieri lungo soggiornanti) con almeno 10 anni di residenza continuativa al momento della presentazione della domanda.

Commenti

il testo bozza decreto Rdc, a mio parere non pone la propria attenzione ai giovani che si trovano nella condizione di disoccupazione in quanto vengono penalizzati perché ancora nel nucleo familiare di origine e pertanto con una certificazione ISEE superiore al tetto che viene determinato, ciò anche se il figlio è a carico IRPEF. Sembra non si tenga conto della morfologia della composizione dei nuclei familiari dei cittadini italiani e non naturalizzati, che vedono i genitori lavoratori entrambi, con un alloggio per il quale pagano il mutuo e con un numero di componenti molto basso, la maggior parte composti da un solo figlio e quindi con un valore ISEE che penalizza i figli senza lavoro, il genitore che perde l’occupazione.
Altra condizione che non viene mai segnalata è quella del genitore solo con figli che non sono nelle condizioni di affrancarsi dal genitore per creare un proprio nucleo autonomo (basterebbe guardare le buste paga) tali nuclei si trovano esclusi da ogni MISURA perché non si considerano come persone che dovrebbero costruirsi un futuro e non potranno mai accedere alla possibilità di formazione e di Inclusione e cittadinanza per reperire occupazione
Per non parlare della presenza di persona con disabilità nel nucleo familiare, assistiamo al conteggio della così detta Borsa Lavoro (tirocini occupazionali) che però non producono versamento di contributi e di prestazioni pensionistiche ma che seppur compenso motivazionale a favore del disabile, vengono conteggiati nel reddito ISEE e quindi per uguaglianza dovrebbero essere conteggiati anche tutte e esenzioni, i buoni erogati per le più svariate misure e bonus che girano per tutta l’Italia.
Infine la metodologia di erogare soldi dovrebbe essere sostituita con la erogazione di servizi, di formazione e di beni direttamente da enti scelti e ben definiti, si assiste infatti alla sparizione dai conti correnti della erogazioni che si effettuano….. dove finiscono questi contributi, bonus, misure, ecc….. questi fondi non dovrebbero essere erogati da mille enti diversi ma direttamente dall’ente comune in termini di servizi e prestazioni
Una persona disabile con una invalidità civile deve per forza restare in famiglia perché non può vivere con i duecento sessanta euro circa al mese……

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