Istituzioni e governance

L’azzardo dei conti del governo Lega-M5S

Questa segnalazione tratta in via eccezionale un tema, la legge di bilancio, che va oltre le politiche sociali, ma che può avere grosse influenze su di esse. Dato che notevole è la confusione in merito, anche per le notizie frammentate e non ufficiali che escono quotidianamente, pensiamo utile ai nostri lettori presentare una serie di contributi di qualificati esperti che riflettono su LaVoce in merito alla discussione sulla legge di bilancio a cui stiamo assistendo in questi giorni.

Nel suo articolo Massimo Bordignon definisce l’idea del finanziamento in deficit come pessima: pensare che spendere in disavanzo non comporti alcun costo, o almeno nessun costo percettibile dagli elettori, è un’illusione. Il legame immaginario tra deficit e crescita economica è infatti dimostrato anche dal fatto che l’Italia presenta contemporaneamente il più alto debito pubblico sul Pil e la più bassa crescita.

Paolo Balduzzi riflette invece sulla ricerca di possibili coperture: o si aumentano le imposte o diminuiscono le spese o si crea deficit. L’unica via percorribile sembra essere quella della riduzione della spesa. Ma quali e quante spese si possono effettivamente tagliare per trovare le risorse necessarie? Qualche indicazione può derivare dall’analisi delle spending review degli ultimi anni.

Nel commentare la manovra giallo-verde, il presidente Mattarella ha richiamato il dovere costituzionale del pareggio di bilancio. In realtà la Costituzione direbbe qualcosa di diverso, che peraltro renderebbe incostituzionali tutti i bilanci dal 2014 ad oggi. Nel suo contributo Roberto Perotti spiega il perché confrontando numeri e fatti.

Infine, Francesco Daveri dà una valutazione preliminare dei contenuti della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, che sembra nettamente sottostimare il costo per il bilancio delle misure proposte.

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