Istituzioni e governance

Manifesto degli Educatori professionali

La legge n. 2443, la legge Iori, approvata dalla Camera dei Deputati il 20 dicembre 2017, riconosce le professioni di Educatore professionale socio-pedagogico, sociosanitario e pedagogista. Andrea Canevaro, professore emerito di pedagogia presso l’Università di Bologna, ha elaborato il Manifesto degli Educatori professionali. Il documento, oltre a descrivere chi sono tali figure professionali, ne ricorda i principali ostacoli incontrati, l’esigenza di formazione continua e le possibilità di progressione di carriera.

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Educatori e pedagogisti in servizio attivo hanno ben chiaro chi sono e cosa fanno. Sono operatori sociali che da decenni sostengono il sistema educativo italiano con enormi sacrifici personali. Le lotte e le proteste sono arrivate anche ai politici che non hanno potuto non approvare la l. 205/17 (la pdl 2443 è stata insabbiata al senato e li è morta) che contiene alcuni, ma essenziali, punti di non ritorno per il nostro riconoscimento professionale. L’Università ancora non ha preso consapevolezza che la professione esiste da decenni, lavora e produce benessere. Non esiste ancora una raccolta dati, ma la stima più attendibile si avvicina a circa 100.000 operatori, inseriti nel tessuto sociale, senza alcun raccordo teorico/operativo con le Facoltà di riferimento. Il motivo è semplice, si tratta di decine di migliaia di abusivi, provenienti da altri percorsi formativi, che hanno mantenuto rapporti con le loro facoltà, creando un ibrido “Educatore senza Titolo”, contrattualizzato e oggi sanato con percorsi ad hoc. Occorre rimettere mano al sistema formativo, partendo da una attenta analisi della pedagogia sul territorio, con ricerche e forme di collaborazione attiva e partecipata. Le Facoltà di Pedagogia (oggi Dipartimenti) devono aprire le finestre e riprendere la ricerca su cosa fanno e di cosa si occupano i loro laureanti. Scopriranno un immenso mondo di articolate attività professionali, forse un grande caos di punti di vista, teorie e approcci multidisciplinari, invasioni di campo, riformulazioni furbesche di teorie pedagogiche rivendute come originali, forte condizionamento di discipline New Age, presenza di operatori sanitari in ambiti squisitamente educativi che ne snaturano l’azione e tanto altro. Da qui si riparte, dalla presa d’atto della realtà professionale che si è sviluppata nell’ultimo ventennio, per cominciare un lungo cammino di ripensamento, confronto e rivisitazione delle teorie pedagogiche e dai problemi educativi che questa realtà professionale affronta ogni giorno. L’ sfida è affascinante… sta a noi coglierla.

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