Povertà e disuguaglianze

REI: pubblicati i nuovi dati di monitoraggio a cura di INPS

Il 19 ottobre scorso INPS ha pubblicato l’Osservatorio sul Reddito di Inclusione con i dati relativi al periodo gennaio-settembre 2018. Nel periodo di osservazione considerato sono stati erogati benefici economici a 379 mila nuclei famigliari, coinvolgendo più di un milione di persone. Ancora una volta si evidenzia la maggior concentrazione dei benefici nelle regioni del Mezzogiorno (69%), dove sono residenti la maggior parte dei nuclei in carico alla misura. Campania e Sicilia in particolare la fanno da padrone con un’incidenza del 47% dei nuclei beneficiari complessivi. Al contrario le regioni con un minor numero di domande si confermano il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige con un tasso di inclusione di 23 persone coinvolte ogni 10mila abitanti contro una media nazionale di 184 ogni 10mila.

Il venir meno dei requisiti famigliari a partire dal 1° luglio ha fatto registrare un incremento notevole di nuovi accessi, infatti il 43% delle nuove famiglie in carico nel terzo trimestre è proprio imputabile all’allargamento delle maglie della misura. Tale modifica normativa si riflette anche sulla distribuzione dei nuclei percettori per numero di componenti: nel periodo luglio-settembre, il 41% di questi è infatti costituito da una sola persona. Sempre rispetto alle caratteristiche dei nuclei, per il 55% si tratta di famiglie con minori e per il 18% di nuclei con componenti disabili. Il 10% dei nuclei percettori del REI risulta poi extracomunitario, per cittadinanza del richiedente la prestazione. L’incidenza più alta di stranieri si regista delle regioni del Nord (30%) rispetto a quelle del Sud (3%).

L’importo medio mensile erogato nel periodo di osservazione, pari a 305 euro, varia sensibilmente, sia a livello territoriale sia, come ovvio, per numero di componenti il nucleo. Il contributo mediamente erogato alle famiglie varia dai 239 euro per i beneficiari della Valle d’Aosta ai 336 euro per i cittadini della Campania. Complessivamente le regioni del Mezzogiorno registrano un valore medio mensile maggiore di 53 euro (+20%) rispetto a quelle del Nord e di 37 euro (+13%) rispetto a quelle del Centro.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.