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Salute, chi non parte (dal Sud) è perduto

Su Sbilanciamoci Manuela Mariotti riflette sul tema della mobilità sanitaria interregionale, che rileva un Paese segnato da profonde disuguaglianze nella capacità di assicurare il diritto alla salute. Nel 2016 poco meno di un milione di cosiddetti “migranti della salute” hanno attraversato l’Italia partendo dal Mezzogiorno per ricevere le cure adeguate. Se si analizzano le differenze regionali tra ricoveri “in entrata” e ricoveri “in uscita”, il saldo è positivo solo per otto regioni e negativo per tutte le altre. Le prime tre posizioni sono occupate da Emilia-Romagna (+ 9%), Toscana (+ 7,5%) e Lombardia (+7,2%), mentre le ultime tre da Calabria (-20%), Basilicata (-6,8%) e Abruzzo (-6,4%).

Leggi il VI Rapporto sulla valutazione del livello di tutela della salute a livello regionale promosso da CREA, il Consorzio per la Ricerca Economica applicata in Sanità dell’Università di Tor Vergata.

Sul tema scarica anche il Rapporto dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute delle Regioni italiane.

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