Povertà e disuguaglianze

Tutte le risorse per il Reddito di cittadinanza

Le risorse complessive per il Reddito di cittadinanza

La Legge di bilancio 2019 e la legge sul Reddito di cittadinanza (D.L. 4/2019 convertito in L. 26/2019), per il 2019,  hanno stanziato, nel complesso, 6.969 milioni per il Reddito di cittadinanza (Rdc). In realtà, per il Rdc lo stanziamento è di 6.312 milioni di euro, circa 4 miliardi in più dello stanziamento annuo destinato l’anno precedente al Reddito di inclusione. Lo stanziamento per il Rdc è destinato a salire nei prossimi  anni fino a 8 miliardi di euro previsti nel 2021 (cfr. tab.1).

 

Il resto degli stanziamenti previsti nelle due norme citate sono invece destinati al potenziamento dei Centri per l’impiego che dovranno accompagnare i beneficiari del Rdc nella ricerca di un lavoro. Si tratta di 638 milioni di euro che serviranno soprattutto ad assumere personale precario (“navigator”) e di ruolo per i Centri per l’impiego e per l’ANPAL Servizi. Queste risorse sono destinate a ridursi in modo significativo negli anni futuri. Nel 2021, i finanziamenti aggiuntivi per i Centri per l’impiego  scenderanno a 405 milioni di euro, ben lontani da quel miliardo di euro annui, prospettati sin dalla proposta di legge di bilancio 2019 (cfr. Tab.1).

 

Tab. 1 – Le risorse per il Reddito di cittadinanza 2019-2021

201920202021
Rdc5.622,87.158,97.391
Prosecuzione REI2748
Quota  servizi del fondo povertà347587615
CAF35
Assunzioni INPS505050
Adeguamento sistemi informativi MLPS222
Totale interventi per Rdc e Pdc6.311,87.805,98.058
Potenziamento Cpi16013050
Funzionamento ANPAL servizi10
Assunzioni ANPAL servizi  (navigator)90+1130+150+1
Regioni: assunzioni CPI120304
Regioni: potenziamento CPI finalità Rdc377,2153,1
Totale interventi per Cpi 638,2534,1405
    
TOTALE 6.9698.3408.463

 

Norme di salvaguardia

L’erogazione del Reddito di cittadinanza  – pur essendo livello essenziale –  dipende dalla disponibilità di fondi, così come sono stati determinati. Infatti, è previsto che nel caso che le richieste siano superiori alle previsioni e che quindi si vada verso l’esaurimento delle  risorse disponibili il sistema si blocca,  non vengono acquisite nuove domande e vengono sospesi tutti i pagamenti dei sussidi mensili fino alla rimodulazione del beneficio economico. Che cosa vuol dire? Che i sussidi da erogare a tutti i  beneficiari vecchi e nuovi, vengono ridotti nel loro importo in modo tale da soddisfare comunque tutte le richieste ma senza aumentare la spesa complessiva già stabilita.

 

Altre risorse per il contrasto della povertà

La legge di bilancio 2019, inoltre,  prevede altre risorse, oltre a quelle del Reddito di cittadinanza, per il contrasto della povertà. Sono risorse significative che , nell’anno in corso, ammontano a circa mezzo miliardo di euro (Cfr. Tab.2).

Si tratta di risorse che in larga parte sono di provenienza europea come il “PON esclusione” che può essere utilizzato per percorsi di reinserimento sociale prima dei beneficiari del REI ed ora del Rdc o come i fondi FEAD che sono utilizzati per finanziare la distribuzione s di alimenti alle famiglie più povere attraverso i canali dell’associazionismo come i Banchi alimentari od altre organizzazioni volontaristiche. Il Fondo per la povertà educativa invece, pur essendo previsto da una norma statale, è finanziato e gestito dal mondo delle fondazioni bancarie.

 

Tab. 2 – Risorse per il contrasto della povertà sganciate dal Reddito di cittadinanza

Intervento 201820192020
PON inclusione162162162
Carta acquisti168168168
FEAD assistenza materiale (alimenti)115117119
Fondo povertà educativa1005555
TOTALE545502504

 

Conclusioni

A fronte di una povertà assoluta che continua a crescere, l’Italia destina un finanziamento senza precedenti per il contrasto della povertà.

Adesso la sfida è nel dare efficacia a questo intervento per fare uscire quote significative di popolazione dalla condizione di povertà. Vale la pena di ricordare che l’Italia ha una delle spese meno efficaci in Europa proprio nel settore della povertà. Ma l’efficacia si gioca su due aspetti ambedue critici  su cui è necessario intervenire ancora:

  • Un quadro normativo   sul Reddito di cittadinanza contraddittorio e velleitario che confonde gli interventi di contrasto della povertà con quelli di politica attiva del lavoro;
  • L’assenza di una riflessione sulla necessità di un coordinamento e di una revisione di tutti gli altri interventi statali di contrasto alla povertà che sono pur sempre significativi dato che la loro spesa complessiva si aggira sui 20 miliardi di euro. Un intervento “pesante” come quello del Reddito di cittadinanza rende necessaria una revisione ed una riorganizzazione di tutti gli altri interventi statali di contrasto della povertà per evitare iniquità ed una distribuzione delle risorse squilibrata ed inefficace.

 

L’articolo è già stato pubblicato sul blog di Franco Pesaresi

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