Autore: Emanuele Ranci Ortigosa

Politiche europee

L’Agenda sociale nelle elezioni europee

Il Punto di Welforum Il 26 maggio andremo a votare per eleggere i nostri rappresentanti nel Parlamento europeo. La campagna elettorale è già iniziata da molto, potremmo anzi dire che qui in Italia è permanente. Anche questa consultazione tende a perdere la sua specificità per divenire quasi un megasondaggio sui rapporti di forza fra le diverse forze politiche e sulla convenienza o meno di andare alla conta in un confronto elettorale nazionale più o meno ravvicinato o dilazionato. Il confronto si sviluppa quindi su temi che spesso nulla hanno a che fare con le funzioni e le competenze degli organi europei, e in particolare del Parlamento europeo dove gli eletti siederanno, temi che dovranno comunque trattare e sui quali dovranno confrontarsi, esprimersi, fare delle scelte. Dal punto di vista del nostro Osservatorio dobbiamo prendere atto che ad oggi le politiche sociali rimangono prevalentemente materia riservata agli Stati nazionali, che il Parlamento europeo può certamente trattare e sulle quali può esprimere scelte che però possono avere un significato e un valore di orientamento e stimolo delle politiche nazionali, senza però acquisire efficacia vincolante. Solo alcune tematiche prossime alle politiche del lavoro sono state contagiate da una espansione delle competenze europee su queste ultime e su queste anche il Parlamento europeo può esprimersi con più efficacia. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Per contrastare la povertà, combinare più politiche

Il critico passaggio dal REI, centrato sulla povertà estrema e sulle politiche di inclusione sociale, al RdC, che estende target e soglie di accesso prestando prevalente attenzione all’inserimento lavorativo, può offrire l’opportunità per dibattere e maturare una visione e una strategia di contrasto alla povertà di maggior respiro, di medio/lungo periodo.

Il convegno che qui presento, specialmente nella mattinata, si spingerà oltre il dibattito sulla normativa specifica del RdC che ha impegnato in questa fase il confronto sul contrasto alla povertà, per allargare lo sguardo su una prospettiva più ampia, coinvolgente più politiche rilevanti in ordine alla finalità perseguita. Leggi >

Istituzioni e governance

“Futuro (per il) Prossimo”

Eravamo in molti l’otto aprile scorso alla Scala per partecipare all’incontro con cui Fondazione Cariplo presentava l’attività e gli esiti degli ultimi cinque anni, ma in cui soprattutto, con Milano e la Lombardia, esprimeva riconoscimento e gratitudine a Giuseppe Guzzetti che, dopo 22 anni, lasciava la presidenza di una Cariplo profondamente rafforzata, trasformata, innovata.

La titolazione dell’evento, Futuro (per il) Prossimo, riprende quelli che anche a me sembrano essere stati, accanto alla concretezza lombarda del tute serbare, i riferimenti costanti della presidenza Guzzetti: cogliere nel loro proporsi e divenire le esigenze delle persone e delle comunità con l’attenzione dovuta per poter essere di effettivo aiuto, e farlo con interventi innovativi, nelle proposte e nelle azioni attivate e insieme nelle relazioni e nel coinvolgimento delle persone e comunità. E per fare questo sviluppare un ente ben strutturato e competente, anche perché aperto e in contatto con ideazioni e esperienze significative, italiane ed estere, per studiarle, apprendere e nel caso rielaborarle e riproporle in termini adatti al nostro contesto. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Welforum.it sul Reddito di cittadinanza

Il Punto di Welforum In queste settimane la XI Commissione Lavoro del Senato della Repubblica ha effettuato le audizioni sul ddl AS 1018 per la conversione in legge del dl 28.01.2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di Reddito di cittadinanza e di Pensioni e il tema acquisisce particolare attenzione sia sui mass media che nel dibattito politico. Vi troviamo ricorrenti prese di posizione propagandistiche, stimolate anche dalle consultazioni elettorali che si prospettano nel prossimo futuro. Si denigra il Rdc come sperpero di risorse pubbliche in mero assistenzialismo, o lo si glorifica come quello che abolirà la povertà e rilancerà gli anni gloriosi dello sviluppo del nostro Paese. Trascurando queste derive, riteniamo che il Reddito di cittadinanza offra una preziosa opportunità di sviluppo di una politica contro la povertà, su cui occorre impegnarsi per migliorarla, correggerne le criticità e superarne i molti limiti.

 

Come Welforum.it abbiamo seguito con attenzione il tema pubblicando articoli e segnalando scritti interessanti ripresi da altre fonti. In questa fase cruciale, per un serio confronto nel merito della misura e al fine di proporre auspicabili correzioni e miglioramenti, abbiamo dedicato al tema una newsletter monografica e la home page del sito, presentando nuovi articoli e riproponendo alcuni di recente pubblicazione, riprendendo il testo del DL 28 gennaio 2019, n.4 e un buon numero delle memorie presentate da enti e organizzazioni in occasione delle audizioni della commissione senatoriale. Gli stessi vengono ora raccolti in un nuovo “Punto di Welforum”.

Pubblichiamo inoltre le schede di lettura degli emendamenti al testo del DL 4/2019 approvati il 21 febbraio scorso dalla Commissione Lavoro del Senato. Leggi >

Istituzioni e governance

Governo M5S-Lega: dalle promesse ai fatti, a che punto siamo

Il Punto di Welforum Il 22 febbraio 2018 abbiamo pubblicato la seconda uscita de Il punto di welforum, dal titolo: “Elezioni 2018.  Le politiche sociali fra bilanci e prospettive. Anche se non è ancora passato un anno dalle elezioni ad oggi, ci pare opportuno cogliere l’opportunità offerta dal passaggio d’anno per proporre con brevi articoli un aggiornamento sullo stato di avanzamento delle politiche sociali, alla luce delle promesse elettorali e degli impegni del contratto di governo. Pensavamo anche di poter contare su norme articolate, con indicazione di contenuti e di finanziamenti certi sanciti dalla legge di bilancio. Per come sono andate le cose, tra trattative a livello europeo, tensioni e incertezze dentro la maggioranza, approvazione in extremis a scatola chiusa del maxiemendamento senza un confronto parlamentare nel merito, ne disponiamo solo in parte. Le sintesi proposte non possono non risentire di questi rinvii che scelte importanti subiscono, e che, via via che verranno superati, monitoreremo con puntuali informazioni e commenti. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Legge di bilancio 2019: il delicato passaggio dal Rei al Reddito di cittadinanza

Dal 1 luglio 2018 l’Italia ha finalmente un intervento universale contro la povertà, il Reddito di inclusione. Rispetto al nostro tradizionale sistema assistenziale nazionale il Rei è innovativo perché: beneficia tutti coloro che sono in situazione di grave bisogno; unisce sostegno e inclusione; impegna le risorse locali e di prossimità; prevede processi e risorse specifiche per lo sviluppo di reti locali istituzionali, organizzative, solidaristiche. Il contratto stipulato fra gli attori dell’attuale governo prevede ora una diversa misura per il contrasto della povertà, il Reddito di cittadinanza. Si propone quindi il delicato passaggio dall’una all’altra misura. Rei e Reddito cittadinanza sono oggi entrambi riconducibili alla categoria dei redditi minimi, ma ciascuno dei due è segnato dalla sua ispirazione originaria. Il Rei ha come riferimento i redditi minimi europei, con forte selettività sui più poveri e modesta integrazione mensile del loro reddito. Il Reddito cittadinanza, assume come riferimento un target più esteso: tutti i poveri più quelli in grave disagio, verso i quali operare in termini anche redistributivi, integrandone il reddito mensile, e soprattutto offrendo loro un lavoro. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Movimenti intorno al Reddito di cittadinanza

Che il tema del contrasto alla povertà occupi ora uno spazio senza precedenti nell’agenda politica è molto importante e va ascritto a merito del Movimento 5 Stelle che lo ha inserito nel Contratto di governo e anche a Di Maio che se ne è assunto la responsabilità politica come Ministro del Lavoro. Merita quindi attenzione la mozione approvata dalla maggioranza di Governo che traccia linee per futuri interventi e in particolare per l’introduzione del Reddito di cittadinanza. Il testo della mozione richiama in apertura il Reddito di Inclusione (Rei), la misura introdotta dal governo Renzi e ampliata poi dal governo Gentiloni, riconosciuta come “misura unica nazionale di contrasto alla povertà” e come “livello essenziale delle prestazioni da garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale”, ma sviluppa poi su di essa interessanti valutazioni. Leggi >

Istituzioni e governance

L’auspicabile cambiamento nelle politiche sociali

Nel nostro paese in questi anni si susseguono e si confrontano con vario esito proposte di revisione del sistema pensionistico che comportano anche effetti redistributivi diretti o indiretti fra le generazioni e fra le categorie di beneficiari. Stupisce invece che a fronte del clamoroso fallimento del nostro sistema assistenziale nel contenere i più gravi effetti sociali della crisi economica la dirigenza politica non abbia finora aperto alcuna riflessione critica sulla passata e tuttora operante distribuzione dei benefici della spesa assistenziale. Certo, a fronte dell’esplodere del problema povertà si è denunciata l’assenza di una specifica protezione a questo mirata, e si sono avviati prima il SIA e poi il REI, ma con tanto ritardo e tanta difficoltà a reperire risorse che l’incidenza di queste misure è tuttora assai limitata, potremmo dire che ne beneficiano solo un quarto delle famiglie povere, e con una integrazione dei loro redditi molto molto limitata. La difficoltà a reperire risorse adeguate è anche una delle ricorrenti obiezioni alla fattibilità del Reddito di Cittadinanza, cavallo di battaglia elettorale del M5S ora assunto nel Contratto di Governo. Leggi >

Istituzioni e governance

Su povertà e immigrati, contrapporre o ricomporre?

In materie di particolare rilevanza sociale la cronaca quotidiana ci offre esempi di approcci politici con contenuti, modalità comunicative, possibili incidenze sociali e culturali su cui vogliamo richiamare l’attenzione. Prendiamo allora in considerazione due temi di grande rilevanza che sono stati al centro del confronto elettorale e che rimangono al centro dell’attenzione e dell’azione di governo, povertà e immigrazione. Vengono finora affrontati e gestiti con approcci e modalità molto diverse, da considerare rispetto al loro effettivo impatto sociale, ma anche rispetto ai loro effetti sul futuro dell’opinione, dei comportamenti, della cultura, popolare e di governo, del nostro paese. Fra le funzioni del nostro Osservatorio, insieme al sistematico quotidiano compito di informazione e commento su scelte, fatti, esperienze rilevanti per le condizioni e le politiche sociali, poniamo anche l’attenzione a tendenze più generali in atto, e al loro impatto su valori sociali che assumiamo come nostro costante riferimento. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Reddito di inclusione e reddito di cittadinanza: benefici millantati, differenze, convergenze

Il Reddito di cittadinanza garantirà a tutte le famiglie un reddito che le farà uscire dalla povertà: è la voce che il M5S ha lasciato correre nel Paese durante la campagna elettorale, voce che ha sedotto soprattutto quanti sono in situazione di bisogno e sono meno attrezzati a leggere con senso critico una tale promessa.

Ma i beneficiari del reddito di garanzia non solo dovranno avere redditi non superiori a una certa soglia, ma dovranno anche lavorare. Se non sono occupati dovranno infatti cercare attivamente un lavoro e, se non aderiranno alle offerte a loro proposte, al terzo rifiuto verranno “puniti” perdendo il beneficio economico.

Il nome scelto dal M5S per il reddito proposto è quindi illusorio e fuorviante, e si presta a usi opportunistici, sia dei sostenitori che degli avversari del Movimento. La misura proposta non appartiene infatti alla famiglia dei redditi di cittadinanza, che dovrebbero essere erogati a tutti senza alcuna condizione, ma invece a quella dei redditi minimi, la cui erogazione è sottoposta a varie condizioni, reddituali e di comportamento. Leggi >

Istituzioni e governance

Nessuno finora ha vinto. E allora inciucio, compromesso, o nuove elezioni?

Nelle recenti elezioni nessuno finora ha vinto, se vincere è arrivare a governare il paese, come rivendicato nella campagna elettorale dagli stessi protagonisti. C’è chi ha aumentato i propri voti e chi ne ha perduti, ma il voto popolare non ha dato a nessuna delle forze politiche concorrenti una maggioranza parlamentare, né alla Camera né al Senato. Neppure l’introduzione dei collegi uninominali, a correzione della ripartizione proporzionale dei seggi, ha conseguito questo risultato. Originalmente pensato da Pd e centro destra per arginare il Movimento 5 Stelle, il geniale Rosatellum ha invece penalizzato soprattutto il partito democratico. Ma qualsiasi sistema elettorale non a doppio turno, e rispettoso delle pronunce della Corte Costituzionale, non avrebbe dato a questa consultazione un vincitore certo. Stampa e talk show televisivi esaminano ora tutte le possibili vie, istituzionali e politiche, per superare questa impasse e arrivare a costituire un governo che prima o poi dovrebbe subentrare all’attuale, che continua a gestire l’ordinaria amministrazione. I confini di questa sono piuttosto indefiniti, ma comunque non consentono grande iniziativa ad un governo senza un sostegno parlamentare stabile. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Un’anticipazione da “Contro la povertà”

Secondo le stime europee, in Italia 17,5 milioni di persone sono a rischio di povertà. Nessun altro paese ne ha così tanti. La consistenza e la drammaticità della povertà, soprattutto in una congiuntura elettorale, interpella tutte le forze politiche. Con il reddito di inserimento dell’attuale governo entrano in competizione il reddito di cittadinanza dei Cinque Stelle e il reddito di dignità di Berlusconi. Quanto si differenziano queste proposte? Il successo di una o dell’altra comporterà necessariamente di distruggere quanto fatto finora? O ci sarà la possibilità di procedere per addizioni piuttosto che per sottrazioni? Al di là delle diverse posizioni partitiche, l’adozione di uno strumento di contrasto alla povertà che sia realmente efficace rimane imprescindibile. L'analisi della povertà economica nel nostro paese, dell'inefficacia nel contrastarla del nostro welfare, e la trattazione delle politiche che vengono proposte dai diversi partiti per fronteggiarla sono il tema del libro “Contro la povertà” che Emanuele Ranci Ortigosa, spinto dalla gravità del problema, dai rischi che la scadenza elettorale comporta e dall’impegno dell’editore Francesco Brioschi, ha ora scritto dopo decenni di studio, sperimentazioni, proposte sul tema.

Il volume, in libreria da giovedì 15 marzo, verrà presentato il 9 marzo, alle 12.30, a Tempo di libri, Fieramilanocity. Leggi >