Verso un welfare più forte, ma davvero coeso e comunitario?

A cura dell’Istituto per la Ricerca Sociale

La pandemia del Covid-19 ha avuto un drammatico impatto sulla salute e sulla vita della popolazione, in Italia e nel mondo intero: dalla salute i danni si ripercuotono su altre cruciali dimensioni della vita sociale, con la messa in crisi del lavoro, delle attività economiche, produttive, educative. La drammatica situazione è condivisa in varia misura da tutti i paesi europei, e diviene quindi decisiva nel determinare un profondo e subitaneo cambiamento di impostazione delle politiche pubbliche, europee e nazionali, che abbandonano i tradizionali principi e sospendono le corrispondenti regole di austerità, per passare a politiche espansive e a interventi di forte tutela. A seguito dell’Accordo politico sul dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) raggiunto tra Consiglio e Parlamento, la Commissione UE aggiorna gli orientamenti per la preparazione dei PNRR, che ciascuno Stato membro deve presentare per l’approvazione e valutazione del programma di riforme e investimenti fino al 2026. L’Italia fa propri i principi e pilastri della EU con l’elaborazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), non solo per fronteggiare gli effetti della pandemia, ma anche per affrontare e risanare antiche deficienze del nostro Paese, fra le quali non certo ultime quelle del nostro welfare. Leggi >

1. “Non più come prima”. Il PNRR come opportunità e sfida

Welforum.it ha intercettato tempestivamente e seguito con continuità l’irrompere della pandemia, il dilagare dei contagi, i decessi, le resistenze opposte, i danni sociali ed economici prodotti, la lenta e faticosa ripresa, raccogliendo in specifici Punti di Welforum gli articoli via via pubblicati. Proponiamo ora una nuova raccolta dedicata al PNRR. In questa prima parte del Punto vengono ripresi articoli sulla situazione del contesto sociale ed economico e sul PNRR nei suoi aspetti generali. Leggi >

1.1. Il PNRR: un’opportunità per il sistema integrato dei servizi alla persona

Il PNRR è un Piano di massicci investimenti pubblici da realizzare nell’arco temporale di riferimento 2021-2026 che assume l’obiettivo di modernizzare e rafforzare il potenziale di crescita della società italiana e affrontare le sue criticità storiche: l’assenza di infrastrutture digitale adeguate, la capacità amministrativa della pubblica amministrazione, la concorrenza e le barriere di accesso al mercato. Questi sono le priorità e gli interventi specifici che sono ritenuti necessari per attivare rapidamente e rimettere in moto un meccanismo che a causa di eventi esterni al sistema economico si è fermato. Leggi >

1.2. Povertà mai così alta negli ultimi 15 anni

Nel 2020 sono oltre 2 milioni le famiglie italiane in povertà assoluta, per un totale di 5,6 milioni di individui, ben un milione in più rispetto al 2019. A dirlo è la versione definitiva delle statistiche sulla povertà pubblicata dall’ISTAT lo scorso 16 giugno, contenente anche i dati inerenti alla povertà relativa assenti nelle stime preliminari di marzo. Nel nostro Paese, la pandemia ha colpito in particolare le condizioni di vita delle famiglie con minori (oltre 767 mila), specie residenti al Nord, di quelle composte da cittadini stranieri (più di 568 mila) e di quelle con abitazione in affitto (oltre 866 mila). Leggi >

1.3. Quando la povertà economica e la povertà abitativa entrano nella vita delle persone

Nel giugno scorso a Lisbona i ministri nazionali e i rappresentanti delle istituzioni dell’UE, hanno firmato la “Lisbon Declaration on the European Platform on Combatting Homelessness”. Il lancio della piattaforma segna l’inizio di un percorso verso un impegno condiviso di tutti gli Stati membri a favore delle persone senza dimora al fine di perseguire obiettivi comuni. I progetti degli Stati membri saranno finanziati dal Fondo sociale europeo Plus (FSE+), con una dotazione di 99,3 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Tutti gli Stati membri dell’UE investiranno almeno il 25% delle loro risorse Fondo sociale europeo Plus (FSE+) a favore dell’inclusione sociale e almeno il 3% per affrontare la deprivazione materiale. Questo impegno condiviso dagli Stati europei può essere una opportunità anche per l’Italia. Leggi >

1.4. Riequilibrare Nord e Sud per costruire il Welfare delle opportunità

Se è vero che per “capire l’Italia occorre spiegare il Sud”, allora una chiave di lettura in gran parte inesplorata è quella che riguarda, in particolare, il Welfare locale. Perché con un reddito medio pro-capite che è vicino al 50% rispetto a quello del Centro-Nord, il Sud non riesce ad esprimere una spesa per il proprio sistema dei servizi sociali almeno prossima a quella percentuale? Leggi >

1.5. Il Terzo settore e il PNRR

Leggere il PNRR dal punto di vista del Terzo settore è un’operazione che può essere realizzata da almeno due punti di vista: ci si può interrogare su quanto gli interventi auspicati dal Piano colgano priorità e strategie che il Terzo settore ha in questi anni sostenuto e praticato e su quanto cui il ruolo del Terzo settore sia o meno riconosciuto in tali azioni. Le due questioni non necessariamente coincidono. Leggi >

1.6. Reti di prossimità: obiettivi del PNRR e nodi da approfondire

Alcune riflessioni sulle priorità di scelta rispetto alle reti di prossimità, alla luce delle attuali indicazioni internazionali e delle proposte contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ritenendo opportuno che sia data la priorità, nella realizzazione della Missione Salute del PNRR, agli investimenti più coerenti con le indicazioni internazionali, come “la casa come primo luogo di cura” e la presa in carico della persona. Leggi >

1.7. La voce degli assistenti sociali sul PNRR

I contenuti del PNRR coinvolgono direttamente il servizio sociale da diversi punti di vista. Nell’interlocuzione con la politica, l’Ordine nazionale degli assistenti sociali ha avuto modo di esprimere le proprie posizioni su diversi ambiti dell’intervento professionale. Al tempo stesso, nell’ambito del Piano, sono in discussione modifiche riguardanti l’abilitazione all’esercizio di alcune professioni.  Ne abbiamo parlato con la Vicepresidente del Cnoas. Leggi >

1.8. Un confronto tra quattro Recovery Plan europei

I Piani Nazionali per la ripresa e la resilienza sono gli strumenti attraverso i quali vengono distribuite le risorse del Dispositivo di Ripresa e Resilienza (RRF), lo strumento chiave del Piano per la ripresa NEXT GENERATION EU. L’articolo propone una lettura dei piani presentati da Francia, Germania e Spagna raffrontati col piano italiano, con l’obiettivo di andare ad osservare come gli altri paesi abbiano previsto di utilizzare le risorse europee a supporto dell’inclusione e della coesione sociale. Leggi >

1.9. PNRR: una prima analisi dell’impatto sul welfare sociale e sociosanitario

A fine aprile è stato approvato il PNRR, un programma straordinario di riforme e investimenti di portata di medio lungo periodo (2022-2026) con lo scopo della ripresa del Paese. In precedenza, prima dell’avvento del nuovo Governo, erano circolate altre bozze del Piano. In questo passaggio cercheremo di rappresentare le implicazioni per il settore del welfare alla persona (sociale e sociosanitario). Pur nella consapevolezza che altre missioni riconoscono sostegni a servizi che storicamente venivano classificati nel perimetro del welfare (es. sostegno ai servizi socioeducativi per la prima infanzia), si ritiene importante un focus limitato all’attuale concetto del welfare alla persona vero e proprio. Leggi >

1.10. Risorse per il welfare in bilico

Rispetto alle anticipazioni diffuse a primavera sulle scelte di fondo del Governo in materia di interventi finanziati attraverso il PNRR e delle riforme ad esso collegate, nel corso dell’estate, per effetto della pubblicazione di altri documenti istituzionali sul tema, il quadro informativo sul Recovery Plan si è arricchito di nuovi dettagli. Ad esempio, sono stati ufficializzati gli elenchi degli obiettivi intermedi e finali che condizioneranno l’erogazione dei finanziamenti, sono stati individuati i cronoprogrammi per l’erogazione dei fondi, sono state precisate le metodologie con cui sono stati stimati i costi degli interventi finanziati dal PNRR. Questo processo si interseca necessariamente con i più ampi meccanismi di programmazione delle risorse. Leggi >

1.11. Luci e ombre del bilancio di previsione 2022

Dopo il profondo crollo del 2020, misurato da calo del pil dell’8,9% in termini reali, il 2021 ha segnato nei primi tre trimestri una forte ripresa. Si stima oggi che l’anno in corso segnerà un aumento superiore al 6% in un quadro inflazionistico in accelerazione, ma giudicato al momento non preoccupante. Si registra poi un significativo avanzo delle partite correnti. Il soddisfacente andamento dell’economia nel 2022 dovrebbe consentire un significativo miglioramento, anche a politiche invariate, del quadro di finanza pubblica Il quadro tendenziale per il 2022 prospetta dunque significativi miglioramenti sul fronte dei conti pubblici, pur in presenza di un rallentamento della crescita. Forse a correzione di un eccesso di ottimismo, il governo ha giudicato tuttavia opportuno adottare politiche di finanza pubblica moderatamente espansive rispetto a quanto avrebbero prodotto politiche invariate, o meno restrittive rispetto ai risultati del 2021, data la contrazione di tutti i saldi. Possiamo qui solo accennare agli interventi innovativi ed espansivi rispetto al quadro legislativo in essere, che dovrebbero essere poi oggetto di approvazione da parte del Parlamento. Leggi >

2. Missione inclusione e coesione sociale

In questo Punto di Welforum: “Verso un welfare più forte, ma davvero coeso e comunitario?” la prima parte, sulle tracce dell’articolo di apertura, è stata dedicata al cogliere il PNRR come opportunità e sfida per dare seguito al motto “non più come prima”, per andare oltre, per rimpostare rivedere e riqualificare. In un precedente Punto avevamo scritto che occorre cambiare paradigma, assumerne uno nuovo. L’articolo di apertura e gli articoli della prima parte, richiamano quindi le sofferenze prodotte dalla pandemia e la storica svolta nelle politiche pubbliche determinatasi per fronteggiarle, cui seguono contributi di analisi e valutazione della impostazione, dei contenuti, delle risorse del PNRR e di proposte per una riorganizzazione e riqualificazione di questa componente del welfare. Questa seconda parte del Punto è dedicata alla “Missione inclusione e coesione sociale”, che il PNRR articola in più politiche, ambiti di intervento, relativi finanziamenti. Come Welforum.it, focalizziamo l’attenzione su infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore e in particolare su servizi sociali, disabilità e marginalità sociale, con qualche attenzione anche a housing sociale. Leggi >

2.1. Il settore sociale nel PNRR

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato nel mese di aprile 2021 e inviato all’Unione Europea per il finanziamento, prevede diversi interventi nel settore sociale distribuiti a loro volta in tre settori definiti “Missioni”, anche se la parte più significativa di questi è collocata nella Missione 5 “inclusione e coesione”. Il PNRR, in genere, per ogni settore di intervento prevede una parte riservata alle riforme che accompagnano il Piano ed una parte, quella più nota, relativa agli investimenti nelle singole azioni previste. Leggi >

2.2. I servizi 0-6 nel PNRR: un’occasione irripetibile

Le risorse messe a disposizione con il PNRR rappresentano un’irripetibile opportunità per ampliare nel nostro paese la diffusione dei servizi all’infanzia, e in particolare dei nidi, riducendone al tempo stesso le sperequazioni territoriali. L’implementazione del Piano andrà attentamente monitorata e coordinata con l’attuazione del Sistema Integrato 0-6 e con il Family Act, al fine di realizzare effettivamente – e finalmente – l’approccio dell’Investimento Sociale e le pari opportunità fin dai primi anni di vita. Leggi >

2.3. La riforma del Long-term care e il PNRR

Pur senza allocare risorse finanziarie ad hoc, il PNRR sembra compiere un miracolo: fa ricomparire nell’agenda politica italiana la possibilità di una riforma per la non autosufficienza, a quasi 25 anni di distanza dalla proposta della Commissione Onofri. In questo ambito delle politiche sociali l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa. Dopo il pesantissimo tributo pagato dagli anziani nel corso della pandemia, ci pare un atto più che dovuto che il tema ritorni nell’agenda politica. Vale quindi la pena prenderne atto con un plauso al governo, attendendo ora che al pronunciamento seguano atti concreti. Leggi >

2.4. Il Recovery plan per avviare la riforma

Il Network Non Autosufficienza ha reso nota una nuova, e più dettagliata, versione della propria proposta per sfruttare l’opportunità offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) al fine di avviare la riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia. Il progetto è sostenuto – per adesso – da Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – AIMA, Alzheimer Uniti Italia Onlus, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Federazione Alzheimer Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Terzo Settore e La Bottega del Possibile. Leggi >

2.5. Come potenziare l’assistenza domiciliare per i non autosufficienti?

Con l’esperienza del Covid-19 si è diffuso il consenso sul potenziamento dei servizi territoriali. Devono tuttavia includere non solo interventi sanitari per patologie in atto, ma anche sostegni affinché i non autosufficienti possano vivere presso il proprio domicilio, se vogliamo ridurre ricoveri in Rsa e ospedale. Quali interventi potenziare , e con quali meccanismi? Non solo far crescere l’Adi, ma introdurre un più articolato sistema delle cure sociosanitario. Leggi >

2.6. Non autosufficienza, disabilità e PNRR: 6 modi per non cambiare nulla

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) apre una stagione delle riforme sulla non autosufficienza e per le persone con disabilità. Ma apre anche a nuove tipologie di servizio – la Case della comunità per esempio. Quanto tutto quello che viene previsto produrrà davvero cambiamento rispetto al welfare di oggi? Il Piano offre possibilità inedite, consistenti, rilevanti: saremo in grado di coglierle, rilanciarle, valorizzarle? In controluce, vedo sei rischi di non riuscire a farlo, di non cogliere queste opportunità. Vediamoli. Leggi >

2.7. L’urgenza di politiche inclusive sulla disabilità

È ora di cambiare marcia sul piano delle politiche e l’occasione da non perdere è portata dal PNRR. Tra i sei assi di intervento previsti, gli ultimi tre, in particolare, sembrano riguardare più da vicino le persone con disabilità e le loro famiglie. In realtà, tutti le riguardano. E non soltanto per la mole di fondi stanziati a tale scopo, ma soprattutto perché da come si deciderà di spendere queste risorse emergerà l’idea di quale modello di politiche ispirerà le decisioni, ai vari livelli istituzionali, e gli effettivi interventi sul campo. Leggi >

2.8. Grave marginalità adulta e PNRR

Il PNRR da una significativa attenzione al tema della grave marginalità adulta, prevedendo una serie di azioni specifiche per contrastarla. La Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora, pur apprezzando lo sforzo, sottolinea la necessità di partire dalle esperienze innovative già sperimentate sul campo e di passare, da un approccio tamponatorio e limitato nel tempo, ad interventi più continuativi e strutturali, nella direzione di una più complessiva esigibilità dei diritti che coinvolga la comunità tutta. Leggi >

3. Missione salute

In questo Punto di Welforum diviso in quattro parti, troviamo nella prima parte il richiamo alle sofferenze prodotte dalla pandemia e la storica svolta nelle politiche pubbliche determinatasi per fronteggiarle, oltre che contributi di analisi e valutazione della impostazione, dei contenuti, delle risorse del nostro PNRR. La seconda parte è dedicata alla “Missione Inclusione e coesione sociale” e focalizza l’attenzione su “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore” e in particolare su “Servizi sociali, disabilità e marginalità sociale”. La “Missione Salute” è trattata dagli scritti raccolti in questa terza parte. Tale missione si occupa di “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale”, e in particolare di “Servizi sociali, disabilità, e marginalità sociale“, assegnando anche le risorse fra le aree e gli interventi previsti. Leggi >

3.1. Governance e riparto del PNRR per il SSN

Il PNRR ha destinato circa 20 miliardi di euro per il sistema sanitario, potenziando l’assistenza territoriale e sostenendo ricerca, formazione e digitalizzazione del SSN. È fondamentale definire un sistema di governance che includa da subito Stato, Regioni ed Aziende Sanitarie, e che preveda meccanismi di valutazione degli output e degli outcome, sia in fase di programmazione che di implementazione, insieme a un sistema di ripartizione delle risorse che premi il merito senza dimenticarsi di chi è in difficoltà.

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3.2. Proposte per l’attuazione del PNRR in sanità: i tre fattori abilitanti

Facendo seguito al precedente articolo pubblicato su welforum.it, in cui gli autori hanno illustrato la loro proposta per la governance e il riparto nell’ambito del PNRR, vengono riportati di seguito i tre i fattori abilitanti identificati come strategici e abilitanti per lo sviluppo del SSN, ovvero tre condizioni trasversali e necessarie per perseguire le diverse traiettorie evolutive identificate dal PNRR stesso: ricerca e innovazione, trasformazione digitale e capacity building. Leggi >

3.3. Proposte per l’attuazione del PNRR in sanità: aree d’intervento

L’utilizzo del Next Gen. EU per la realizzazione di progettualità in grado di sviluppare e trasformare il SSN passa attraverso una progettazione operativa che coinvolge dieci principali aree di intervento, riassumibili nei seguenti ambiti: sanità pubblica, rete ospedaliera, assistenza territoriale, ammodernamento delle tecnologie e promozione dello skill-mix. Leggi >

3.4. La grande incompiuta: l’assistenza primaria

I servizi sanitari territoriali, e la medicina di base in particolare, sono in profonda crisi da molti anni, finendo anche per essere additati come il capro espiatorio della pandemia. Viene loro imputato di non essersi adeguati ai cambiamenti della società, della tecnologia sanitaria e dell’informazione, continuando ad operare secondo un modello organizzativo e culturale novecentesco: quello del medico libero professionista singolo. Leggi e progetti di riforma non sono mancati nell’ultimo venti-trentennio, ma sono rimasti al palo. Ora sono stati inseriti nel PNRR 2 miliardi di investimenti nelle Case di comunità (CdC), in cui dovrebbero operare medici generalisti, pediatri, specialisti ambulatoriali, infermieri, riabilitatori e altri professionisti sanitari, definiti i modelli a “perno e raggi” con tanto di standard per 1000 abitanti, senza aver prima verificato il realismo della proposta. Leggi >

3.5. Telemedicina e PNRR

Per poter articolare una riflessione sulle indicazioni contenute nel PNRR sul ruolo che rivestiranno la telemedicina e le innovazioni digitali nel futuro del SSN, occorre innanzitutto fare un passo indietro, almeno di qualche mese. L’impatto della pandemia ha infatti permesso di osservare come il nostro Paese abbia assistito a un cambio di velocità nei processi di innovazione dei servizi sanitari, anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie. Leggi >

3.6. Gli ospedali di comunità nel PNRR

Fra le altre cose, il Piano Nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) si pone l’obiettivo del potenziamento dell’offerta dell’assistenza territoriale attraverso lo sviluppo degli Ospedali di Comunità o Struttura per le Cure intermedie (SCI), una struttura residenziale sanitaria della rete territoriale a ricovero breve e destinata a pazienti che necessitano di interventi sanitari a media/bassa intensità clinica e per degenze di breve durata. Tale struttura contribuisce ad una maggiore appropriatezza delle cure determinando una riduzione di accessi impropri ai servizi sanitari come ad esempio quelli al pronto soccorso o ad altre strutture di ricovero ospedaliero o il ricorso ad altre prestazioni specialistiche. Leggi >

3.7. Le case della comunità: cosa prevede il PNRR

Il Recovery Plan, approvato nello scorso aprile, prevede diversi interventi in campo sanitario, tra cui la realizzazione entro il 2026 di 1.288 Case della Comunità: strutture sanitarie, promotrici di un modello di intervento multidisciplinare, nonché luoghi privilegiati per la progettazione di interventi di carattere sociale e di integrazione sociosanitaria. Vediamo più nel dettaglio cosa sono e come saranno organizzate. Leggi >

3.8. Le cure domiciliari e la telemedicina del PNRR

La componente 1 della “Missione Salute” del Piano Nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) si pone l’obiettivo del rafforzamento delle prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi sociosanitari. Il secondo progetto (o investimento) di questo ampio capitolo mette a disposizione 4 miliardi di euro e riguarda lo sviluppo delle cure domiciliari e degli strumenti di telemedicina ad esse collegate (Cfr. Tab. 1). Ed è di questo investimento che si occupa il presente articolo. Leggi >

3.9. Analisi critica di alcuni obiettivi del PNRR per la medicina territoriale

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con la Missione 6 ha riservato una parte consistente dei finanziamenti al rafforzamento della medicina del territorio, in particolare per Case ed Ospedali di Comunità e assistenza domiciliare. L’articolo propone un’analisi critica di alcuni obiettivi del PNRR, relativamente alla riduzione degli accessi inappropriati al Pronto Soccorso e al potenziamento dell’assistenza domiciliare per la cronicità. Leggi >

4. Le segnalazioni di welforum sul PNRR

Organizzata in ordine cronologico, la raccolta di segnalazioni che proponiamo in questa quarta parte del Punto sul PNRR comprende documenti e articoli ritenuti di interesse sul tema e a cui il lettore può liberamente accedere tramite link. Non si tratta quindi di indicazioni bibliografiche complete ed esaustive, ma dell’offerta di una diretta lettura di scritti interessanti di fonte diversa da welforum.it. Leggi >